Che cosa è stato studiato
Lo studio ha esaminato quante persone con scompenso cardiaco e fibrillazione atriale usano i farmaci anticoagulanti orali, chiamati anche TAO, e quali fattori influenzano la mancata assunzione di questi farmaci. Inoltre, ha valutato le conseguenze di non prendere questi farmaci.
Chi non usa gli anticoagulanti
Su 21.825 pazienti con queste condizioni, il 58% ha ricevuto anticoagulanti. Tra chi non li ha usati, sono stati identificati alcuni fattori comuni:
- uso di farmaci che agiscono sulle piastrine (inibitori piastrinici);
- minore uso di altri trattamenti per lo scompenso cardiaco;
- fibrillazione atriale che si presenta in modo intermittente (parossistica);
- storia di sanguinamenti;
- assenza di precedenti ictus;
- controlli medici programmati solo dal medico di base;
- età avanzata;
- vivere da soli;
- reddito basso;
- segni di scompenso cardiaco più grave.
Cosa indicano i risultati
Lo studio ha usato due punteggi per valutare il rischio:
- CHA2DS2-VASc, che stima il rischio di ictus;
- HAS-BLED, che valuta il rischio di sanguinamento.
Con l'aumentare del rischio di ictus (CHA2DS2-VASc), cresceva la probabilità di usare anticoagulanti. Al contrario, con l'aumentare del rischio di sanguinamento (HAS-BLED), la probabilità di usare questi farmaci diminuiva.
Inoltre, un rischio più alto di ictus o sanguinamento era associato a un aumento del rischio di morte o di eventi gravi come ictus o sanguinamenti importanti.
In conclusione
Molti pazienti con scompenso cardiaco e fibrillazione atriale non assumono anticoagulanti per motivi legati a condizioni di salute, età, situazione sociale e rischi di sanguinamento. Questa scelta può influire negativamente sulla loro salute aumentando il rischio di eventi gravi come ictus e morte.