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Articolo per pazienti Pubblicato: 24/09/2018 Lettura: ~3 min

I trial presentati al Congresso ESC di Monaco

Fonte
I dati e le informazioni sono stati presentati al Congresso della Società Europea di Cardiologia (ESC) 2018 e pubblicati su riviste scientifiche come Lancet e The New England Journal of Medicine.

Aggiornato il 03/02/2026

Informazioni rapide
Contenuti derivati da testi redatti da Medici specialisti in ambito cardiovascolare, adattati usando un linguaggio semplice per aiutarti a capire meglio la tua salute
Categoria: 1202 Sezione: 2

Introduzione

Al Congresso della Società Europea di Cardiologia (ESC) tenutosi a Monaco nel 2018, sono stati presentati importanti studi scientifici che hanno portato nuove informazioni sulla prevenzione e il trattamento delle malattie cardiovascolari. Questi risultati aiutano a comprendere meglio come utilizzare alcuni farmaci in modo sicuro ed efficace per proteggere il cuore e i vasi sanguigni.

Il trial ARRIVE sull’uso dell’aspirina in prevenzione primaria

Lo studio ARRIVE ha valutato se l’aspirina potesse ridurre il rischio di infarto o ictus in persone con un rischio cardiovascolare moderato, cioè con una probabilità del 20-30% di eventi in 10 anni. Sono stati coinvolti 12.546 partecipanti senza precedenti problemi cardiaci, di età media 63,9 anni, provenienti da diversi paesi europei e dagli Stati Uniti. I partecipanti hanno ricevuto ogni giorno una compressa di aspirina da 100 mg o un placebo (una pillola senza principio attivo) e sono stati seguiti per circa 5 anni.

I risultati principali hanno mostrato che l’aspirina non ha ridotto significativamente il rischio complessivo di eventi cardiovascolari maggiori rispetto al placebo. Tuttavia, in un sottogruppo di pazienti, l’aspirina ha ridotto il rischio di infarto non fatale. Dall’altro lato, l’uso dell’aspirina ha aumentato il rischio di sanguinamenti lievi, soprattutto a livello dello stomaco.

In sintesi:

  • L’aspirina non ha ridotto significativamente il rischio di infarto o ictus in persone a rischio moderato senza precedenti eventi cardiovascolari.
  • Ha ridotto il rischio di infarto non fatale in alcuni gruppi di età.
  • Ha aumentato il rischio di sanguinamenti gastrointestinali lievi.

Il trial MARINER sul Rivaroxaban dopo la dimissione ospedaliera

Lo studio MARINER ha esaminato se proseguire l’uso del farmaco anticoagulante Rivaroxaban dopo la dimissione dall’ospedale potesse ridurre il rischio di trombosi venosa (formazione di coaguli nelle vene) senza aumentare il rischio di sanguinamenti gravi. Sono stati arruolati 12.024 pazienti con malattie acute e fattori di rischio per trombosi, che hanno ricevuto Rivaroxaban o placebo per 45 giorni dopo l’uscita dall’ospedale.

I risultati hanno mostrato una riduzione degli eventi di trombosi venosa sintomatica e della mortalità correlata nei pazienti trattati con Rivaroxaban, senza un aumento significativo dei sanguinamenti maggiori rispetto al placebo.

In sintesi:

  • Il Rivaroxaban dopo la dimissione ha ridotto il rischio di trombosi venosa non fatale.
  • Non ha aumentato in modo significativo il rischio di sanguinamenti gravi.
  • Questi risultati suggeriscono un possibile beneficio nel prolungare la protezione contro la trombosi anche dopo l’ospedalizzazione.

Il trial ASCOT Legacy sulla terapia per ipertensione e colesterolo

Il trial ASCOT ha seguito a lungo termine 8.580 pazienti con ipertensione e altri fattori di rischio cardiovascolare. Lo studio ha confrontato due tipi di trattamento per la pressione alta: uno con calcio antagonisti e l’altro con beta-bloccanti. Inoltre, ha valutato l’uso delle statine per abbassare il colesterolo.

I risultati hanno mostrato che chi ha assunto calcio antagonisti ha avuto un rischio inferiore di ictus e una tendenza a una minore mortalità cardiovascolare rispetto a chi ha assunto beta-bloccanti. L’uso delle statine ha ridotto il rischio di morte per cause cardiovascolari, anche in pazienti con livelli di colesterolo nella norma o leggermente elevati.

In sintesi:

  • Il trattamento con calcio antagonisti è risultato più efficace nel prevenire ictus rispetto ai beta-bloccanti.
  • Le statine hanno offerto una protezione aggiuntiva contro le malattie cardiovascolari.
  • Abbassare la pressione arteriosa e il colesterolo è fondamentale per prevenire malattie cardiovascolari gravi.

In conclusione

Questi importanti studi presentati al Congresso ESC di Monaco hanno fornito nuove informazioni sulla prevenzione e il trattamento delle malattie cardiovascolari. In particolare, hanno mostrato che:

  • L’aspirina in prevenzione primaria può non essere efficace per tutti e comporta un aumento del rischio di sanguinamenti.
  • Il Rivaroxaban prolungato dopo la dimissione ospedaliera può ridurre il rischio di trombosi senza aumentare i sanguinamenti gravi.
  • Il trattamento efficace dell’ipertensione e del colesterolo con farmaci appropriati migliora la sopravvivenza a lungo termine.

Questi risultati aiutano a guidare le scelte terapeutiche per proteggere il cuore e i vasi sanguigni in modo sicuro ed efficace.

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