Che cosa significano i nuovi obiettivi di pressione
Le linee guida europee del 2018 confermano che la pressione arteriosa considerata normale è inferiore a 140/90 mmHg. Questo valore è valido per tutti, compresi gli anziani, per i quali prima si accettava una pressione un po' più alta (fino a 150 mmHg).
È possibile puntare a valori ancora più bassi, come 130/80 mmHg, se il paziente li tollera bene.
È invece sconsigliato scendere sotto la pressione di 120/70 mmHg, perché potrebbe non essere sicuro.
Come si misura la pressione e perché conta
Uno studio americano importante (SPRINT) ha mostrato che abbassare la pressione a valori molto bassi può essere utile, ma nella pratica clinica europea si è preferito mantenere obiettivi un po' più alti per evitare rischi.
Inoltre, la pressione misurata durante lo studio era spesso fatta con apparecchi automatici e senza la presenza del medico, riducendo l’ansia del paziente (chiamata "effetto camice bianco"), e questo può far apparire i valori più bassi rispetto alle misurazioni tradizionali in ambulatorio.
Il trattamento: l’importanza della terapia di combinazione
Le linee guida sottolineano che per la maggior parte delle persone con pressione alta è meglio iniziare subito con una terapia che combina due farmaci. Questo aiuta a controllare la pressione in modo più rapido ed efficace.
Le combinazioni più usate includono:
- Un farmaco che agisce sul sistema renina-angiotensina (come ACE-inibitori o ARB)
- Un calcio-antagonista o un diuretico
I beta-bloccanti sono riservati a situazioni particolari, come alcune malattie cardiache o nelle donne in gravidanza.
La terapia con un solo farmaco è indicata solo per chi ha una pressione leggermente alta e basso rischio di problemi cardiaci, o per anziani fragili.
Se due farmaci non bastano, si può passare a una terapia con tre farmaci combinati, che funziona bene per la maggior parte dei pazienti.
In casi di ipertensione resistente, cioè quando la pressione resta alta nonostante tre farmaci, si può aggiungere un altro medicinale chiamato spironolattone.
Perché la combinazione di farmaci è vantaggiosa
Usare più farmaci insieme permette di agire su diversi meccanismi che causano l’aumento della pressione.
Questo approccio è più efficace e spesso riduce gli effetti indesiderati, perché si usano dosi più basse di ogni farmaco.
Ad esempio, combinando un ACE-inibitore con un calcio-antagonista si riducono effetti come la tosse o il gonfiore alle gambe.
Inoltre, le combinazioni già pronte in un unico farmaco aiutano a seguire meglio la cura senza confusione.
Nuove considerazioni e prospettive future
Le linee guida 2018 introducono anche l’attenzione all’acido urico, una sostanza prodotta dal corpo, che può influenzare il rischio di problemi cardiaci.
In futuro, si prevede di approfondire il legame tra pressione alta e declino delle funzioni cognitive, cioè la perdita di memoria e di altre capacità mentali.
Oggi non ci sono prove certe che abbassare la pressione migliori direttamente la memoria, ma trattare presto e bene la pressione alta è importante per la salute generale e potrebbe aiutare anche il cervello.
In conclusione
Le linee guida europee 2018 per l’ipertensione raccomandano di mantenere la pressione sotto 140/90 mmHg per tutti, usando preferibilmente una combinazione di farmaci fin dall’inizio per un controllo più efficace.
È importante evitare pressioni troppo basse e personalizzare il trattamento secondo le esigenze del paziente.
Infine, trattare bene la pressione alta è fondamentale non solo per il cuore, ma anche per la salute del cervello nel lungo termine.