Il nuovo reparto di cardiologia a Catania
È stato inaugurato un reparto moderno di Cardiologia e Terapia Intensiva con Emodinamica all'interno del Centro di Alte Specialità e Trapianti (CAST) del Policlinico Universitario di Catania. Questa struttura è tra le più avanzate in Italia.
Focus del congresso
Il meeting, tenutosi dal 17 al 19 maggio, ha riunito cardiologi e cardiochirurghi per approfondire temi come:
- Prevenzione delle malattie cardiovascolari
- Diagnosi e trattamento delle malattie ischemiche del cuore (causate da problemi ai vasi sanguigni)
- Malattie delle valvole cardiache
- Scompenso cardiaco (quando il cuore fatica a pompare il sangue)
- Aritmie (alterazioni del ritmo cardiaco)
Diagnosi delle malattie ischemiche
Si è parlato di diversi esami per capire se il cuore riceve abbastanza sangue:
- Scintigrafia miocardica e test da sforzo: esami consolidati per valutare la funzione cardiaca.
- Tomografia computerizzata (TC) coronarica: un esame sempre più disponibile che mostra i vasi sanguigni del cuore e aiuta a identificare depositi di calcio nelle arterie. È indicato soprattutto per pazienti con rischio intermedio di malattie cardiache.
- Test invasivi come iFR e FFR: misurano la funzionalità delle arterie e aiutano a capire quali restringimenti sono pericolosi.
- Imaging intracoronarico: tecniche che permettono di vedere dentro le arterie durante l'intervento per posizionare gli stent, aiutando a migliorare i risultati.
Terapia antitrombotica personalizzata
Dopo l'angioplastica (procedura per aprire le arterie ostruite), è importante scegliere la giusta terapia per prevenire la formazione di coaguli. Le linee guida europee suggeriscono di adattare la durata della terapia in base al rischio individuale di trombosi e sanguinamento, variando da 1 a 36 mesi.
Trattamenti per le malattie valvolari
La cardiologia interventistica ha fatto grandi passi avanti, soprattutto con la sostituzione valvolare aortica transcatetere (TAVI), una procedura meno invasiva rispetto alla chirurgia tradizionale. Grazie a dispositivi migliorati e all'esperienza degli specialisti, la TAVI è sempre più utilizzata, soprattutto per pazienti con rischio chirurgico intermedio.
La scelta tra intervento chirurgico e TAVI dipende dai fattori di rischio individuali del paziente, mentre l'età ha un ruolo meno determinante.
Trattamenti per l'insufficienza mitralica
L'insufficienza mitralica, un problema della valvola mitrale, può essere trattata con procedure transcatetere come il sistema Mitraclip. Questo dispositivo ripara la valvola senza necessità di un intervento chirurgico aperto. Sono stati eseguiti oltre 40.000 impianti nel mondo.
Nonostante la sicurezza e efficacia dimostrate, si attendono ancora dati definitivi sui benefici in termini di sopravvivenza. Per ora, la correzione chirurgica rimane il trattamento di riferimento.
Altri dispositivi, come il Cardioband, permettono di correggere l'insufficienza mitralica tramite tecniche simili a quelle chirurgiche, ma eseguite per via percutanea (attraverso piccoli accessi).
Si stanno inoltre sviluppando trattamenti per la valvola tricuspide, un'area di recente interesse nella cardiologia interventistica.
Novità nella gestione della fibrillazione atriale e dello scompenso cardiaco
- Nuovi anticoagulanti orali (NAO): farmaci più sicuri ed efficaci per prevenire ictus nei pazienti con fibrillazione atriale, esclusi solo quelli con grave insufficienza renale.
- Chiusura percutanea dell'auricola sinistra: una procedura che riduce il rischio di ictus bloccando la zona del cuore dove si formano più spesso coaguli.
- Ablazione transcatetere: tecnica che elimina le zone del cuore responsabili della fibrillazione atriale usando energia a radiofrequenza o freddo (criotermico).
- Nuova terapia farmacologica per lo scompenso cardiaco: gli inibitori duali della neprilisina e del sistema angiotensina/renina (ARNI), come sacubitril/valsartan, hanno dimostrato di ridurre la mortalità rispetto ai farmaci tradizionali.
Prevenzione secondaria e terapia ipolipidemizzante
Si è discusso anche dell'uso di anticorpi monoclonali inibitori del PCSK9 (evolocumab e alirocumab), farmaci che abbassano molto il colesterolo LDL (quello "cattivo") e riducono il rischio di eventi cardiovascolari. Sono indicati per pazienti che, nonostante la terapia con statine ed ezetimibe, non raggiungono i livelli di colesterolo raccomandati.
In conclusione
Il congresso CARDIOETNA 2018 ha mostrato come la cardiologia italiana sia all'avanguardia, unendo tradizione e innovazione. Grazie a nuove tecniche diagnostiche, trattamenti personalizzati e dispositivi moderni, è possibile migliorare la cura delle malattie cardiache e offrire ai pazienti soluzioni sempre più efficaci e sicure.