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Articolo per pazienti Pubblicato: 26/09/2018 Lettura: ~4 min

Le nuove linee guida europee sull’ipertensione arteriosa: cosa cambia

Fonte
Williams B et al. 2018 ESC/ESH Guidelines for the management of arterial hypertension. Eur Heart J 2018; 39:3021-3104

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Lorenzo Ghiadoni Aggiornato il 03/02/2026

Informazioni rapide
Contenuti derivati da testi redatti da Medici specialisti in ambito cardiovascolare, adattati usando un linguaggio semplice per aiutarti a capire meglio la tua salute
Categoria: 1103 Sezione: 32

Introduzione

Le linee guida europee del 2018 sull’ipertensione arteriosa forniscono aggiornamenti importanti per la diagnosi e il trattamento della pressione alta. Queste indicazioni aiutano a capire quando è necessario intervenire e quali sono le migliori strategie per prendersi cura della propria salute cardiovascolare in modo sicuro ed efficace.

Che cosa significa ipertensione secondo le nuove linee guida

L’ipertensione arteriosa è definita come una pressione del sangue che supera un certo livello, al di sopra del quale i benefici del trattamento superano i rischi. Le nuove linee guida europee mantengono la soglia di 140 mmHg per la pressione sistolica (la pressione quando il cuore batte) e 90 mmHg per la pressione diastolica (la pressione quando il cuore è a riposo).

Questa definizione vale per tutte le età, dai giovani agli anziani.

Quanto è diffusa l’ipertensione

Con questi valori, circa il 30-45% della popolazione generale è considerata ipertesa, con percentuali che superano il 60% nelle persone sopra i 60 anni.

Importanza della misurazione della pressione

Le linee guida danno maggiore importanza alla misurazione della pressione fuori dall’ambulatorio medico, soprattutto quella fatta a casa. Questo aiuta a ottenere valori più realistici, evitando l’effetto “camice bianco”, cioè l’aumento della pressione dovuto alla presenza del medico.

Valutazione del rischio cardiovascolare

Chi ha già malattie cardiache, renali, diabete o altri fattori di rischio elevato è considerato a rischio molto alto. Per gli altri, il rischio a 10 anni viene calcolato con un sistema chiamato SCORE, che tiene conto anche di eventuali danni agli organi causati dall’ipertensione.

Esami consigliati

  • Elettrocardiogramma: per controllare il cuore.
  • Esami del sangue: per valutare la funzione renale.
  • Esame delle urine: per controllare la presenza di proteine.
  • Ecografia cardiaca: per approfondire la valutazione del cuore.
  • Ecocolordoppler addominale: per escludere cause secondarie di ipertensione e valutare l’aorta.

Quando iniziare il trattamento

Il trattamento con farmaci è indicato per:

  • Ipotesione di grado 2 e 3 (valori più alti).
  • Ipotesione di grado 1 con alto rischio cardiovascolare o danni agli organi.
  • Ipotesione di grado 1 a basso rischio, se dopo 3-6 mesi di cambiamenti nello stile di vita la pressione non migliora.

Non è invece raccomandato iniziare i farmaci in persone con valori di pressione alti ma ancora normali (sotto 140/90 mmHg).

Negli anziani non fragili, anche sopra gli 80 anni, la terapia è consigliata se la pressione è tra 140 e 160 mmHg e se il trattamento è ben tollerato.

Obiettivi della terapia

L’obiettivo principale è portare la pressione sotto i 140/90 mmHg in tutti i pazienti. Se il trattamento è ben tollerato, in molti casi si può puntare a valori più bassi, intorno a 130/80 mmHg, tenendo conto dell’età e delle condizioni di salute.

È importante non scendere troppo con la pressione, perché valori di pressione sistolica inferiori a 120 mmHg possono aumentare il rischio di eventi e mortalità.

In particolare:

  • Per chi ha meno di 65 anni, si possono raggiungere valori di sistolica tra 120 e 130 mmHg e diastolica tra 70 e 80 mmHg, se tollerati.
  • Per chi ha più di 65 anni, si consiglia un valore di sistolica tra 130 e 140 mmHg.
  • Per gli ultraottantenni, valori sotto 140 mmHg sono raccomandati se ben tollerati.

Uso dei farmaci

Le nuove linee guida indicano che i farmaci più efficaci per ridurre gli eventi cardiovascolari sono:

  • ACE-inibitori e antagonisti del recettore dell’angiotensina II (agiscono sul sistema che regola la pressione)
  • Beta-bloccanti (utili in alcune condizioni specifiche come angina o dopo infarto)
  • Calcio-antagonisti
  • Diuretici tiazidici o simili (aiutano a eliminare il sale in eccesso)

Per facilitare il trattamento e migliorare l’aderenza, è consigliato iniziare subito con una combinazione fissa di due farmaci in una singola pillola. L’eccezione riguarda gli anziani fragili o chi ha una pressione non molto alta, per cui si preferisce iniziare con un solo farmaco per evitare un calo eccessivo della pressione.

Se la pressione non si controlla con due farmaci, si passa a una combinazione di tre. In caso di ipertensione resistente, si aggiungono altri farmaci come lo spironolattone o altri diuretici, beta- o alfa-bloccanti.

In conclusione

Le nuove linee guida europee mantengono la soglia di ipertensione a 140/90 mmHg e sottolineano l’importanza di misurare la pressione anche a casa. Il trattamento farmacologico è consigliato in base al grado di ipertensione e al rischio cardiovascolare, con l’obiettivo di mantenere la pressione sotto controllo in modo sicuro. L’uso di combinazioni di farmaci in una singola pillola aiuta a migliorare la gestione della pressione alta e a ridurre i rischi per la salute.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Lorenzo Ghiadoni

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