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Articolo per pazienti Pubblicato: 27/09/2018 Lettura: ~2 min

Novità e tradizione nella gestione dell'ipertensione dopo infarto

Fonte
Claudio Ferri, Università dell’Aquila, Cattedra e Scuola di Medicina Interna, UOC Medicina Interna e Nefrologia - Ospedale San Salvatore, Coppito - AQ

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Claudio Ferri Aggiornato il 03/02/2026

Informazioni rapide
Contenuti derivati da testi redatti da Medici specialisti in ambito cardiovascolare, adattati usando un linguaggio semplice per aiutarti a capire meglio la tua salute
Categoria: 1186 Sezione: 52

Introduzione

Questo caso riguarda un uomo di 62 anni con diversi fattori di rischio cardiovascolare, che ha subito un infarto. Vedremo come la terapia medica sia stata adattata seguendo le più recenti indicazioni per migliorare la sua salute cardiaca e la pressione arteriosa.

Il caso del Signor A.B.

Il Signor A.B. ha 62 anni ed è affetto da ipertensione (pressione alta), è un ex fumatore, ha un peso superiore al normale, un livello elevato di acido urico nel sangue (iperuricemia) e una storia familiare di malattie del cuore. Recentemente è stato ricoverato in un reparto specializzato per un infarto causato dall'ostruzione di un'arteria del cuore chiamata Cx.

Prima del ricovero, assumeva un farmaco per la pressione chiamato valsartan. Al momento della dimissione, il cardiologo ha deciso di sostituire questo farmaco con un altro, lo zofenopril, a 30 mg.

Perché è stata fatta questa scelta?

La sostituzione con zofenopril è considerata appropriata perché questo farmaco appartiene a una classe chiamata ACE-inibitori, indicati dopo un infarto per proteggere il cuore.

Inoltre, lo zofenopril ha proprietà antiossidanti, cioè aiuta a contrastare l'eccesso di sostanze dannose chiamate radicali liberi, che possono aumentare in presenza di iperuricemia. Questo rende il farmaco una buona scelta per il Signor A.B.

Controllo dopo 30 giorni

Un mese dopo la dimissione, durante la visita cardiologica, la pressione del paziente è risultata 135/80 mmHg e la frequenza cardiaca 70 battiti al minuto. Sta assumendo la terapia prescritta, che include anche un beta-bloccante, un altro tipo di farmaco per il cuore.

Le nuove linee guida per la pressione arteriosa

Secondo le più recenti raccomandazioni europee (linee guida ESC/ESH 2018), in persone con malattia coronarica come il Signor A.B., è consigliato mantenere la pressione sistolica (il numero più alto) sotto i 130 mmHg, ma non sotto i 120 mmHg.

Dato che la sua pressione è a 135 mmHg, è opportuno modificare la terapia per raggiungere questo obiettivo.

Come modificare la terapia?

Le linee guida suggeriscono di utilizzare una terapia combinata in una singola pillola, per esempio unendo lo zofenopril con un diuretico chiamato idroclorotiazide. Questa strategia aiuta a controllare meglio la pressione e facilita l'assunzione dei farmaci.

In conclusione

  • Il passaggio da valsartan a zofenopril è una scelta corretta dopo l'infarto, soprattutto in presenza di iperuricemia, grazie alle proprietà antiossidanti di zofenopril.
  • Le nuove linee guida raccomandano di mantenere la pressione sistolica sotto 130 mmHg nei pazienti con malattia coronarica.
  • Per raggiungere questo obiettivo, è consigliabile adattare la terapia usando combinazioni di farmaci in una singola compressa, migliorando così l'efficacia e la comodità del trattamento.
Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Claudio Ferri

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