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Articolo per pazienti Pubblicato: 25/06/2025 Lettura: ~2 min

Cardioneuroablazione: una prospettiva sempre più attuale

Fonte
Tung R, et al. DOI: 10.1016/j.jacep.2025.04.012.

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Francesco Gentile Aggiornato il 31/01/2026

Informazioni rapide
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Categoria: 907 Sezione: 7

Introduzione

La cardioneuroablazione è una tecnica medica innovativa che può aiutare alcune persone con problemi di battito cardiaco lento o svenimenti frequenti. Questo trattamento offre un'alternativa alla stimolazione cardiaca permanente, come il pacemaker, e sta diventando sempre più studiato e utilizzato.

Che cos'è la cardioneuroablazione

La cardioneuroablazione (CNA) è una procedura che mira a modificare alcune parti del sistema nervoso che influenzano il cuore. Questo può aiutare a migliorare il battito cardiaco in persone con bradicardia funzionale (battito lento non dovuto a danni al cuore) o sincope vasovagale invalidante (svenimenti frequenti causati da un'eccessiva risposta nervosa).

I risultati di uno studio importante

Uno studio condotto negli Stati Uniti ha analizzato 205 pazienti, con un'età media di 47 anni e quasi metà donne, che hanno eseguito 210 procedure di CNA tra il 2018 e il 2024. Le principali ragioni per cui è stata fatta la CNA erano:

  • sincope (66,3%, di cui la maggior parte erano svenimenti vasovagali);
  • bradicardia sinusale (31,2%, cioè battito lento originato dal nodo del seno del cuore);
  • blocco atrio-ventricolare (1,5%, un problema nella trasmissione del segnale elettrico tra le camere del cuore).

La procedura è stata eseguita principalmente seguendo un approccio basato sull'anatomia del cuore. In quasi la metà dei casi è stata utilizzata una stimolazione ad alta frequenza per guidare l'ablazione. L'ablazione è stata fatta in entrambe le parti superiori del cuore (gli atri) nel 77% dei casi.

I benefici osservati

  • Il battito cardiaco è aumentato in media di 20 battiti al minuto dopo la procedura, migliorando la frequenza cardiaca.
  • Durante la procedura, si è osservata una risposta positiva sia del sistema nervoso parasimpatico (che rallenta il cuore) nel 52% dei casi, sia del sistema nervoso simpatico (che lo accelera) nel 73%.
  • Dopo circa 14 mesi di controllo, il 78% dei pazienti con svenimenti non ha avuto nuovi episodi, con una riduzione media da 7 a 0 episodi.
  • Il 97% dei pazienti non ha avuto bisogno di un pacemaker dopo la procedura.

Rischi e sicurezza

Le complicanze sono state rare, con un tasso del 4,7%. Tra queste ci sono stati due casi di emopericardio (accumulo di sangue intorno al cuore) e un decesso. Questi dati indicano che la procedura è generalmente sicura, ma non priva di rischi.

Prospettive future

I risultati confermano che la cardioneuroablazione è efficace e sicura nel medio termine. Tuttavia, non si conoscono ancora gli effetti a lungo termine, e sono necessari ulteriori studi per capire meglio chi può trarne beneficio e come migliorare la procedura.

In conclusione

La cardioneuroablazione rappresenta una nuova opportunità per trattare alcune persone con battito cardiaco lento o svenimenti frequenti. Questo trattamento può aumentare il battito e ridurre gli episodi di svenimento, con una buona sicurezza nel medio termine. Rimangono da chiarire gli effetti a lungo termine e le possibili estensioni delle sue indicazioni.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Francesco Gentile

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