CardioLink Salute • Contenuti informativi per pazienti
Articolo per pazienti Pubblicato: 01/10/2018 Lettura: ~2 min

Fattori che influenzano la risposta alla denervazione delle arterie renali nell’ipertensione

Fonte
Fengler K et al. J Hypertens. 2018 Jul;36(7):1578-1584. doi: 10.1097/HJH.0000000000001739.

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Giulia Rivasi Aggiornato il 03/02/2026

Informazioni rapide
Contenuti derivati da testi redatti da Medici specialisti in ambito cardiovascolare, adattati usando un linguaggio semplice per aiutarti a capire meglio la tua salute
Categoria: 919 Sezione: 7

Introduzione

La denervazione delle arterie renali è una procedura usata per aiutare a ridurre la pressione alta in alcuni pazienti. Tuttavia, non tutti rispondono allo stesso modo. Questo testo spiega quali caratteristiche possono indicare una migliore risposta a questo trattamento, in modo semplice e chiaro.

Che cos’è la denervazione delle arterie renali?

Si tratta di una procedura che mira a ridurre la pressione arteriosa alta agendo sui nervi delle arterie che portano sangue ai reni. L’obiettivo è aiutare a controllare meglio la pressione sanguigna.

Risultati della procedura

Gli studi finora hanno mostrato risultati diversi: in alcuni pazienti la pressione non cambia, mentre in altri si riduce di almeno 5 mmHg, e in alcuni casi anche di più di 20 mmHg.

Chi risponde meglio alla denervazione?

Uno studio ha analizzato 190 pazienti trattati con questa procedura e ha identificato un gruppo di 33 persone che hanno avuto una riduzione della pressione sistolica diurna di almeno 20 mmHg dopo tre mesi.

Caratteristiche di chi ha risposto meglio:

  • Età più giovane
  • Pressione sanguigna iniziale più alta misurata con il monitoraggio delle 24 ore
  • Uso di una combinazione di due diuretici, cioè farmaci che aiutano a eliminare il sale e l’acqua in eccesso
  • Denervazione eseguita con ultrasuoni, una tecnica specifica per la procedura

Risultati dopo tre mesi

Nel gruppo con una riduzione della pressione di almeno 20 mmHg, il 61% ha raggiunto l’obiettivo di avere una pressione diurna sotto i 135 mmHg, rispetto al 17% degli altri pazienti.

Altri fattori importanti

Un’ulteriore analisi ha considerato anche la rigidità delle arterie, misurata con un esame chiamato pulse wave velocity (velocità dell’onda del polso). Anche questo parametro, insieme alla pressione iniziale e al tipo di denervazione, è risultato utile per prevedere una buona risposta alla procedura.

Cosa significa tutto questo?

In pratica, i pazienti più giovani con arterie meno rigide, una pressione alta più marcata all’inizio, che assumono una combinazione di diuretici e che vengono trattati con la tecnica a ultrasuoni, hanno maggiori probabilità di ottenere una riduzione significativa della pressione arteriosa dopo la denervazione.

In conclusione

La denervazione delle arterie renali può essere più efficace in alcune persone rispetto ad altre. I fattori come l’età, la pressione iniziale, il tipo di farmaci assunti e la tecnica usata per la procedura aiutano a prevedere chi potrebbe trarne maggior beneficio. Questo aiuta i medici a scegliere meglio i pazienti adatti a questo trattamento.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Giulia Rivasi

Conversazione interattiva sul contenuto

discussione medico-scientifica con genIA