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Articolo per pazienti Pubblicato: 27/06/2025 Lettura: ~2 min

Rischio di aritmie negli atleti: attenzione ai dettagli

Fonte
Compagnucci P, et al. DOI: 10.1161/CIRCEP.124.013480.

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Francesco Gentile Aggiornato il 31/01/2026

Informazioni rapide
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Categoria: 907 Sezione: 7

Introduzione

Le aritmie cardiache possono rappresentare un problema importante per chi pratica sport a livello competitivo. È fondamentale riconoscere i segnali di rischio per garantire la sicurezza degli atleti durante l'attività fisica.

Che cosa sono le aritmie ventricolari

Le aritmie ventricolari sono alterazioni del ritmo del cuore che originano dai ventricoli, le camere inferiori del cuore. Possono essere più o meno complesse e, in alcuni casi, possono comparire o peggiorare durante lo sforzo fisico.

Lo studio sugli atleti

Uno studio ha coinvolto 190 atleti, per lo più uomini con un'età media di 28 anni, di cui la maggior parte praticava sport a livello competitivo. Tutti avevano episodi frequenti di battiti cardiaci irregolari o brevi episodi di ritmo accelerato provenienti dai ventricoli.

Gli atleti sono stati divisi in due gruppi in base al tipo di aritmia vista sull'elettrocardiogramma (ECG):

  • Morfologia comune: aritmie più frequenti e meno preoccupanti (99 atleti)
  • Morfologia non comune: aritmie meno frequenti, potenzialmente più rischiose (91 atleti)

Valutazioni diagnostiche

Ogni atleta ha effettuato esami approfonditi, tra cui:

  • Risonanza magnetica cardiaca (94% dei casi), che permette di vedere la struttura del cuore e eventuali danni
  • Studio elettrofisiologico e mappaggio elettroanatomico (87%), esami invasivi che aiutano a capire meglio il tipo di aritmia e la sua origine

Risultati e fattori di rischio

Dopo un periodo di osservazione di circa 6 anni, sono stati registrati eventi gravi in 7 atleti (4%), tutti appartenenti al gruppo con aritmie di morfologia non comune. Gli eventi gravi includevano morte improvvisa o aritmie ventricolari prolungate.

I fattori che aumentavano il rischio di questi eventi erano:

  • Morfologia non comune delle aritmie
  • Assenza di riduzione delle aritmie durante lo sforzo fisico
  • Possibilità di provocare tachicardia ventricolare durante lo studio elettrofisiologico
  • Presenza di aree di danno nel cuore evidenziate dalla risonanza magnetica (late gadolinium enhancement)
  • Presenza di cicatrici rilevate con il mappaggio elettroanatomico

L'uso combinato di esami clinici e test invasivi ha permesso di prevedere meglio il rischio rispetto all'uso dei soli dati clinici.

Stratificazione del rischio e attività sportiva

Un modello specifico ha aiutato a distinguere gruppi di atleti con diverso rischio, identificando anche chi non ha avuto eventi gravi durante il periodo di osservazione.

Alla fine dello studio, il 68% degli atleti ha potuto tornare a praticare sport, ma solo il 28% ha continuato a farlo a lungo termine.

In conclusione

Le aritmie ventricolari negli atleti possono rappresentare un rischio serio, soprattutto se presentano caratteristiche particolari e non si riducono con lo sforzo. Esami approfonditi aiutano a identificare chi è più a rischio e a prendere decisioni più sicure riguardo all'attività sportiva. Tuttavia, molti atleti possono tornare a praticare sport in sicurezza dopo una valutazione accurata.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Francesco Gentile

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