Che cosa sono le linee guida ESC/ESH 2018
Le linee guida sono documenti che raccolgono le migliori evidenze scientifiche per aiutare medici e pazienti a gestire l’ipertensione arteriosa, cioè la pressione alta nel sangue. Nel 2018, la European Society of Cardiology (ESC) e la European Society of Hypertension (ESH) hanno pubblicato un aggiornamento importante, basato anche su uno studio chiamato SPRINT, che ha fornito nuove informazioni su come trattare la pressione alta.
Novità principali: nuovi obiettivi di pressione
Le nuove linee guida propongono di puntare a valori di pressione più bassi rispetto al passato, ma con alcune differenze in base all’età:
- Per chi ha meno di 65 anni, l’obiettivo è mantenere la pressione sotto 130/80 mmHg, senza scendere troppo sotto i 120 mmHg per la pressione sistolica (il valore più alto).
- Per chi ha tra 65 e 80 anni, si consiglia un valore di pressione sistolica compreso tra 130 e 140 mmHg.
- Per gli over 80 anni, se il trattamento è tollerato, si può mantenere lo stesso obiettivo di 130-140 mmHg.
Novità nel trattamento farmacologico
Un’altra novità riguarda il modo di iniziare la terapia per abbassare la pressione:
- Si suggerisce di iniziare con una combinazione di due farmaci in una singola compressa (single-pill combination), per rendere più semplice e efficace il trattamento.
- Questa strategia è raccomandata per la maggior parte dei pazienti, tranne per gli anziani fragili o chi ha una pressione non molto alta (ipertensione di grado 1 con sistolica sotto 150 mmHg).
Come farmaci di base si preferiscono gli ACE-inibitori o i sartani (che agiscono sul sistema renina-angiotensina-aldosterone), spesso combinati con un calcio-antagonista o un diuretico tiazidico. I beta-bloccanti sono riservati a situazioni particolari.
Perché gli ACE-inibitori sono importanti
Gli ACE-inibitori sono una classe di farmaci molto usata e apprezzata perché:
- Aiutano a controllare bene la pressione.
- Riducendo la pressione, diminuiscono anche il rischio di eventi cardiovascolari come infarti e ictus.
- Hanno meno effetti collaterali che portano a interrompere la terapia rispetto ad altri farmaci.
- Proteggono i reni, rallentando la progressione di malattie renali, sia in persone con diabete che senza.
Fattori che influenzano il rischio cardiovascolare
Le linee guida ricordano che il rischio di problemi al cuore e ai vasi sanguigni non dipende solo dalla pressione alta, ma anche da altri fattori come:
- Obesità
- Diabete
- Inattività fisica
- Iperuricemia (livelli elevati di acido urico nel sangue, un fattore più recentemente riconosciuto)
Questi fattori possono causare un ambiente infiammatorio e di stress ossidativo, che favorisce l’invecchiamento precoce delle arterie (aterosclerosi).
Il ruolo particolare del farmaco zofenopril
Zofenopril è un ACE-inibitore con caratteristiche aggiuntive importanti:
- Oltre a ridurre la pressione, ha un effetto antiossidante, cioè aiuta a proteggere le cellule dallo stress causato dai radicali liberi.
- Migliora la funzione dei vasi sanguigni, favorendo la loro dilatazione grazie all’ossido nitrico.
- Riduce l’adesione delle cellule alle pareti dei vasi, aiutando a prevenire danni.
- È utile in diversi contesti clinici, dall’ipertensione leggera a quella con altri fattori di rischio, fino al paziente che ha avuto un infarto e deve prevenire nuovi eventi.
In conclusione
Le linee guida ESC/ESH 2018 confermano l’importanza di mantenere la pressione arteriosa sotto controllo con obiettivi personalizzati in base all’età. Raccomandano di iniziare spesso con una combinazione di due farmaci per migliorare l’efficacia e la semplicità della terapia. Gli ACE-inibitori, come zofenopril, rimangono una scelta fondamentale per il trattamento, grazie ai loro benefici sulla pressione e sulla protezione degli organi. È importante considerare anche altri fattori di rischio per proteggere il cuore e i vasi nel modo migliore.