Il ruolo del farmacista nella gestione dell’ipertensione
Le nuove linee guida europee evidenziano il ruolo strategico di infermieri e farmacisti nella gestione a lungo termine dell’ipertensione. In particolare, il farmacista è considerato una figura importante per aiutare i pazienti a seguire correttamente la terapia, fornendo educazione, supporto e monitoraggio continuo.
Un aspetto chiave è che una migliore collaborazione tra medici e farmacisti può aumentare l’aderenza ai farmaci, cioè la capacità dei pazienti di prendere le medicine come prescritto. Questo è fondamentale perché spesso la pressione non si controlla bene proprio a causa di una scarsa adesione al trattamento.
Importanza della misurazione della pressione fuori dall’ambulatorio
Le linee guida sottolineano l’importanza di misurare la pressione anche a casa, non solo in ambulatorio. La misurazione domiciliare è utile per avere un quadro più preciso della pressione reale del paziente, evitando l’effetto “camice bianco” (quando la pressione sale solo in presenza del medico).
Quando iniziare il trattamento farmacologico
- Nei pazienti con ipertensione di grado 2 e 3, il trattamento farmacologico deve iniziare subito.
- Nei pazienti con ipertensione di grado 1 e alto rischio cardiovascolare o danno agli organi causato dall’ipertensione, si inizia subito la terapia.
- Nei pazienti con ipertensione di grado 1 e basso rischio, si consiglia prima di provare cambiamenti nello stile di vita per 3-6 mesi, e solo se non funzionano iniziare i farmaci.
Obiettivi della pressione arteriosa
Il valore di riferimento per definire ipertensione rimane 140/90 mmHg misurati in ambulatorio. Con questa soglia, circa il 30-40% degli adulti ha pressione alta, con percentuali maggiori negli anziani.
Le linee guida suggeriscono anche un obiettivo più ambizioso di meno di 130/80 mmHg se il trattamento è ben tollerato. Tuttavia, sono indicati limiti di sicurezza per evitare che la pressione scenda troppo, perché valori troppo bassi possono aumentare i rischi.
In particolare:
- Per chi ha meno di 65 anni, si possono raggiungere valori tra 120 e 130 mmHg di pressione sistolica e tra 70 e 80 mmHg di pressione diastolica, se ben tollerati.
- Per chi ha più di 65 anni, si consiglia mantenere la pressione sistolica tra 130 e 140 mmHg.
- Negli ultraottantenni, l’obiettivo è una pressione sistolica inferiore a 140 mmHg, sempre se ben tollerata.
Il contributo del farmacista nella terapia
Il farmacista aiuta il medico a monitorare la tolleranza ai farmaci, soprattutto negli anziani, per evitare effetti indesiderati come un abbassamento eccessivo della pressione.
Per migliorare l’aderenza, le linee guida consigliano l’uso di combinazioni fisse di farmaci in una singola pillola. Queste combinazioni includono un bloccante del sistema renina-angiotensina associato a un calcio-antagonista o a un diuretico tiazidico, farmaci ampiamente disponibili anche nelle farmacie italiane.
I beta-bloccanti sono indicati in alcune situazioni specifiche, come dopo un infarto o per controllare la frequenza cardiaca.
Se la pressione non si controlla con due farmaci, si può passare a una combinazione di tre farmaci, preferibilmente in una singola pillola. Se ancora non si raggiunge il controllo, si parla di ipertensione resistente e si possono aggiungere altri farmaci come lo spironolattone o altri diuretici.
In conclusione
Le nuove linee guida europee del 2018 riconoscono un ruolo fondamentale ai farmacisti nella gestione dell’ipertensione arteriosa. Il loro contributo è importante per:
- Promuovere la corretta misurazione della pressione, anche a domicilio;
- Supportare i pazienti nell’assunzione regolare dei farmaci;
- Collaborare con i medici per monitorare la tolleranza alla terapia e segnalare eventuali effetti indesiderati.
Questi aspetti aiutano a migliorare il controllo della pressione e a ridurre i rischi per la salute dei pazienti con ipertensione.