Che cosa è stato studiato
Sono stati raccolti dati da 201 pazienti con insufficienza cardiaca trattati con sacubitril/valsartan. Tra questi, l'82% erano uomini. I medici hanno valutato la classe funzionale NYHA, che indica quanto i sintomi influenzano la vita quotidiana, e la capacità di esercizio attraverso un test chiamato CPET (test cardiopolmonare). Inoltre, per 110 pazienti con un dispositivo impiantabile che monitora l'attività fisica, è stato misurato il livello di movimento prima e dopo l'inizio della terapia.
Risultati principali sulla funzionalità
- Dopo circa 7 mesi di trattamento, il 3,3% dei pazienti ha migliorato la propria classe funzionale di due livelli.
- Il 28,7% ha migliorato di un livello.
- Il 64% è rimasto stabile.
- Il 4% ha avuto un peggioramento di un livello.
I pazienti che hanno mostrato miglioramenti avevano un cuore con dimensioni e capacità di pompare il sangue migliori, misurate con parametri come il volume telediastolico ventricolare sinistro e la frazione di eiezione (LVEF).
Attività fisica e capacità di esercizio
Nei 110 pazienti con dispositivo impiantabile, l'attività fisica giornaliera è aumentata del 38% dopo l'inizio del trattamento, passando da una media del 13% al 18% del tempo monitorato.
Per 45 pazienti è stato possibile confrontare i risultati del test CPET prima e dopo la terapia. Il massimo consumo di ossigeno (VO2 max), che misura la capacità di esercizio, non ha mostrato cambiamenti significativi.
In conclusione
Il trattamento con sacubitril/valsartan in pazienti con insufficienza cardiaca ha portato a un miglioramento della sintomatologia e a un aumento dell'attività fisica nella vita quotidiana. Tuttavia, la capacità massima di esercizio misurata con test specifici non è cambiata in modo significativo nel breve termine.