Che cosa è stato studiato
Un gruppo di ricercatori ha analizzato i tracciati dell'elettrocardiogramma di due gruppi di persone:
- 1.124 atleti sani
- 240 pazienti con cardiomiopatia ipertrofica, una malattia che causa un ispessimento del muscolo del cuore.
L'obiettivo era trovare un modo per distinguere facilmente tra queste due condizioni usando l'elettrocardiogramma.
Il ruolo della somma delle onde Q e S nella derivazione DIII
Nel tracciato dell'elettrocardiogramma, si osservano diverse onde chiamate Q e S in una posizione specifica chiamata derivazione DIII. La somma dell'ampiezza di queste onde Q e S è risultata molto diversa tra i due gruppi:
- Nei pazienti con cardiomiopatia ipertrofica, questa somma era in media più alta (0,71 mV).
- Negli atleti sani, invece, era più bassa (0,21 mV).
Questa differenza è risultata molto significativa, cioè non dovuta al caso.
Relazione con lo spessore del cuore
Nei pazienti con cardiomiopatia, la somma Q+S in DIII era correlata con lo spessore del setto interventricolare, cioè la parete che separa le due parti del cuore. Più era spesso il muscolo, più alta era la somma delle onde Q e S.
Importanza della somma Q+S in DIII nella diagnosi
Anche dopo aver considerato altri fattori come età, caratteristiche demografiche e altri segni dell'elettrocardiogramma, la somma Q+S in DIII restava un indicatore importante per riconoscere la cardiomiopatia ipertrofica.
Questo risultato è stato confermato anche in gruppi specifici di persone, come i pazienti più giovani, gli afro-americani e quelli senza altre alterazioni elettrocardiografiche.
Applicazione pratica
Inserendo la somma Q+S in DIII come criterio per interpretare l'elettrocardiogramma degli atleti, si è aumentata la capacità di identificare correttamente i pazienti con cardiomiopatia ipertrofica, migliorando la sensibilità (cioè la capacità di riconoscere chi ha la malattia) dal 64,2% al 70,4%, senza perdere molto in specificità (cioè senza aumentare troppo i falsi positivi).
Perché questo è importante
La presenza di onde Q e S ampie in DIII può quindi aiutare a distinguere un cuore sano di un atleta da quello di una persona con cardiomiopatia ipertrofica. Questo è utile indipendentemente da altri segni elettrocardiografici o dall'orientamento del cuore.
In conclusione
La somma delle ampiezze delle onde Q e S nella derivazione DIII dell'elettrocardiogramma è un indicatore semplice e affidabile per differenziare un atleta sano da un paziente con cardiomiopatia ipertrofica. Questo parametro è legato allo spessore del muscolo cardiaco e può migliorare la diagnosi senza complicare l'interpretazione dell'esame.