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Articolo per pazienti Pubblicato: 07/01/2019 Lettura: ~2 min

La somma Q+S in DIII per distinguere l’atleta sano dal paziente con cardiomiopatia ipertrofica

Fonte
Chen AS. Heart. 2018 Nov;104(22):1871-1877. doi: 10.1136/heartjnl-2017-312647.

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Giulia Rivasi Aggiornato il 03/02/2026

Informazioni rapide
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Categoria: 919 Sezione: 7

Introduzione

Questo testo spiega come un semplice esame del cuore, chiamato elettrocardiogramma, possa aiutare a distinguere tra un atleta sano e una persona con una malattia del cuore chiamata cardiomiopatia ipertrofica. Lo scopo è rendere più chiara questa differenza usando un parametro specifico, in modo semplice e affidabile.

Che cosa è stato studiato

Un gruppo di ricercatori ha analizzato i tracciati dell'elettrocardiogramma di due gruppi di persone:

  • 1.124 atleti sani
  • 240 pazienti con cardiomiopatia ipertrofica, una malattia che causa un ispessimento del muscolo del cuore.

L'obiettivo era trovare un modo per distinguere facilmente tra queste due condizioni usando l'elettrocardiogramma.

Il ruolo della somma delle onde Q e S nella derivazione DIII

Nel tracciato dell'elettrocardiogramma, si osservano diverse onde chiamate Q e S in una posizione specifica chiamata derivazione DIII. La somma dell'ampiezza di queste onde Q e S è risultata molto diversa tra i due gruppi:

  • Nei pazienti con cardiomiopatia ipertrofica, questa somma era in media più alta (0,71 mV).
  • Negli atleti sani, invece, era più bassa (0,21 mV).

Questa differenza è risultata molto significativa, cioè non dovuta al caso.

Relazione con lo spessore del cuore

Nei pazienti con cardiomiopatia, la somma Q+S in DIII era correlata con lo spessore del setto interventricolare, cioè la parete che separa le due parti del cuore. Più era spesso il muscolo, più alta era la somma delle onde Q e S.

Importanza della somma Q+S in DIII nella diagnosi

Anche dopo aver considerato altri fattori come età, caratteristiche demografiche e altri segni dell'elettrocardiogramma, la somma Q+S in DIII restava un indicatore importante per riconoscere la cardiomiopatia ipertrofica.

Questo risultato è stato confermato anche in gruppi specifici di persone, come i pazienti più giovani, gli afro-americani e quelli senza altre alterazioni elettrocardiografiche.

Applicazione pratica

Inserendo la somma Q+S in DIII come criterio per interpretare l'elettrocardiogramma degli atleti, si è aumentata la capacità di identificare correttamente i pazienti con cardiomiopatia ipertrofica, migliorando la sensibilità (cioè la capacità di riconoscere chi ha la malattia) dal 64,2% al 70,4%, senza perdere molto in specificità (cioè senza aumentare troppo i falsi positivi).

Perché questo è importante

La presenza di onde Q e S ampie in DIII può quindi aiutare a distinguere un cuore sano di un atleta da quello di una persona con cardiomiopatia ipertrofica. Questo è utile indipendentemente da altri segni elettrocardiografici o dall'orientamento del cuore.

In conclusione

La somma delle ampiezze delle onde Q e S nella derivazione DIII dell'elettrocardiogramma è un indicatore semplice e affidabile per differenziare un atleta sano da un paziente con cardiomiopatia ipertrofica. Questo parametro è legato allo spessore del muscolo cardiaco e può migliorare la diagnosi senza complicare l'interpretazione dell'esame.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Giulia Rivasi

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