Che cosa è stato studiato
In pazienti che ricevono emodialisi, cioè un trattamento che filtra il sangue quando i reni non funzionano bene, è importante valutare correttamente la pressione arteriosa. Per fare questo, si usa un apparecchio chiamato holter pressorio che misura la pressione per 48 ore, coprendo sia il periodo della dialisi che quello tra le sedute.
Come è stato condotto lo studio
Un gruppo di esperti europei ha raccolto dati da 396 pazienti in emodialisi provenienti da diversi centri in Europa. Hanno misurato la pressione arteriosa usando l’holter e hanno considerato ipertesi coloro che avevano valori di pressione al di sopra di 140/90 mmHg prima della dialisi, oppure sopra 130/80 mmHg se assumevano farmaci per la pressione.
Risultati principali
- La prevalenza dell’ipertensione è risultata molto alta, con l’84,3% dei pazienti che avevano la pressione elevata secondo il monitoraggio continuo.
- Questi valori erano simili a quelli ottenuti con una singola misurazione prima della dialisi (89,4%).
- Dei 396 pazienti, 290 assumevano farmaci per la pressione.
- Nonostante la terapia, quasi la metà dei pazienti (46%) aveva ancora la pressione arteriosa non controllata, cioè troppo alta.
Perché è importante
Questi risultati mostrano che l’ipertensione è molto comune nei pazienti in emodialisi e che spesso non è adeguatamente controllata, anche con i farmaci. Questo sottolinea l’importanza di un monitoraggio accurato e continuo della pressione per migliorare la gestione della salute in queste persone.
In conclusione
L’ipertensione arteriosa è molto diffusa tra i pazienti in trattamento emodialitico. Anche se molti assumono farmaci, quasi la metà non ha una pressione ben controllata. Il monitoraggio continuo della pressione per 48 ore è uno strumento utile per valutare accuratamente questa condizione e aiutare a migliorare la cura.