CardioLink Salute • Contenuti informativi per pazienti
Articolo per pazienti Pubblicato: 15/07/2025 Lettura: ~4 min

Come gestire la fibrillazione atriale nei pazienti con cardiomiopatia ipertrofica ostruttiva

Fonte
Laura Scelsi, Unità Scompenso Cardiaco, Trapianti e Ipertensione Polmonare, Divisione di Cardiologia, Fondazione IRCCS Policlinico San Matteo Pavia; JACC: Advances 2024; European Heart Journal 2023; The American Journal of Cardiology; Heart Rhythm 2024; altre fonti scientifiche citate nel testo.

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Laura Scelsi Aggiornato il 31/01/2026

Informazioni rapide
Contenuti derivati da testi redatti da Medici specialisti in ambito cardiovascolare, adattati usando un linguaggio semplice per aiutarti a capire meglio la tua salute
Categoria: 1310 Sezione: 85

Introduzione

La fibrillazione atriale è un’aritmia cardiaca comune nei pazienti con cardiomiopatia ipertrofica ostruttiva. Questa condizione può aumentare il rischio di problemi seri come ictus e peggioramento della funzione cardiaca. È importante riconoscerla e gestirla correttamente per migliorare la qualità della vita e ridurre i rischi associati.

Che cos'è la fibrillazione atriale nella cardiomiopatia ipertrofica ostruttiva?

La fibrillazione atriale (FA) è un disturbo del ritmo cardiaco molto frequente nei pazienti con cardiomiopatia ipertrofica ostruttiva (CMIO). In questi pazienti, la FA si presenta in più del 25% dei casi e comporta un rischio elevato di formazione di coaguli che possono causare ictus.

Perché la fibrillazione atriale è più frequente e pericolosa in questi pazienti?

  • La cardiomiopatia ipertrofica provoca un aumento della pressione nel cuore e modifiche strutturali, soprattutto nell’atrio sinistro, la parte superiore del cuore.
  • Questi cambiamenti favoriscono l’insorgenza e il mantenimento della fibrillazione atriale.
  • La FA peggiora la funzione cardiaca e può causare sintomi come affaticamento, mancanza di respiro, dolore al petto e svenimenti.
  • Inoltre, aumenta il rischio di coaguli e quindi di ictus, anche più che in altre malattie cardiache.

Come si previene il rischio di ictus?

È importante iniziare precocemente una terapia anticoagulante, cioè farmaci che aiutano a prevenire la formazione di coaguli nel sangue. Questo trattamento è consigliato a tutti i pazienti con CMIO e FA, indipendentemente dai punteggi di rischio usati in altre condizioni.

Gli anticoagulanti orali diretti sono preferiti perché sono più sicuri e facili da usare rispetto ai vecchi farmaci (antagonisti della vitamina K).

Nei casi in cui non si possa usare la terapia anticoagulante, si può valutare una procedura per chiudere la piccola parte del cuore chiamata auricola sinistra, dove spesso si formano i coaguli. Tuttavia, questa procedura ha ancora pochi dati sulla sicurezza e efficacia nei pazienti con CMIO.

Come si gestisce la fibrillazione atriale?

La gestione si basa su due strategie principali:

  • Controllo del ritmo: cercare di far tornare e mantenere il cuore in ritmo normale. Questo può essere fatto con farmaci antiaritmici come amiodarone, sotalolo o disopiramide, oppure con una procedura chiamata ablazione transcatetere, che mira a eliminare le aree del cuore che causano l’aritmia.
  • Controllo della frequenza: ridurre la velocità del battito cardiaco quando la fibrillazione atriale è presente.

Nei pazienti con CMIO, la strategia preferita è il controllo del ritmo, perché la fibrillazione atriale peggiora molto la funzione cardiaca.

L’ablazione transcatetere è una tecnica sempre più usata e sicura, soprattutto se eseguita precocemente e nei casi di fibrillazione atriale intermittente. Riduce il rischio di ricoveri per scompenso cardiaco, anche se non è ancora chiaro se riduca la mortalità o l’incidenza di ictus.

In alcuni pazienti che devono essere operati al cuore, si può considerare anche una tecnica chirurgica chiamata Cox-Maze per trattare la fibrillazione atriale.

Importanza del monitoraggio e della prevenzione

È fondamentale individuare precocemente anche forme di fibrillazione atriale che non danno sintomi evidenti (forme subcliniche). Per questo si consiglia un monitoraggio regolare con ecocardiogramma e, nei pazienti con dispositivi impiantati, con sistemi di controllo a distanza.

Un aumento ingiustificato di alcuni marcatori nel sangue può essere un segnale di fibrillazione atriale nascosta.

Un punteggio chiamato HCM-AF, che considera età, dimensioni dell’atrio sinistro e sintomi, può aiutare a identificare i pazienti a rischio e a decidere la frequenza del monitoraggio.

Possibili sviluppi futuri

Nuovi farmaci, come gli inibitori della miosina cardiaca, sono in fase di studio e potrebbero aiutare a prevenire la fibrillazione atriale nei pazienti con CMIO, ma al momento non ci sono dati certi.

In conclusione

La fibrillazione atriale nei pazienti con cardiomiopatia ipertrofica ostruttiva è una condizione comune e rischiosa. Richiede una diagnosi precoce e una gestione attenta per prevenire complicazioni gravi come l’ictus e il peggioramento della funzione cardiaca. La terapia anticoagulante è fondamentale per ridurre il rischio di coaguli, mentre il controllo del ritmo cardiaco, tramite farmaci o ablazione, è la strategia preferita per migliorare la qualità di vita. Un monitoraggio regolare aiuta a individuare tempestivamente l’aritmia, anche quando non dà sintomi evidenti. Nuove terapie e tecniche stanno migliorando le possibilità di cura per questi pazienti.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Laura Scelsi

Conversazione interattiva sul contenuto

discussione medico-scientifica con genIA