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Articolo per pazienti Pubblicato: 28/02/2019 Lettura: ~4 min

L’amiloide non cardiaca che preoccupa il cardiologo

Fonte
Giovambattista Desideri, Unità Operativa di Geriatria e Lungodegenza, Dipartimento di Medicina Clinica, Sanità Pubblica, Scienze della Vita e dell’Ambiente, Università degli Studi dell’Aquila

Aggiornato il 03/02/2026

Informazioni rapide
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Categoria: 1209 Sezione: 2

Introduzione

Negli ultimi anni, i medici hanno mostrato un interesse crescente per una sostanza chiamata amiloide, che può accumularsi nel cuore e in altri organi. Questo accumulo può influire sia sulla salute del cuore sia sulle funzioni cognitive, cioè sulla memoria e sulle capacità mentali. In questo testo spiegheremo in modo semplice cosa significa questa condizione e perché è importante per chi soffre di problemi cardiaci.

Che cos'è l'amiloidosi cardiaca

L'amiloidosi cardiaca è una malattia causata dall'accumulo di una sostanza chiamata amiloide nel cuore. L'amiloide deriva dalla rottura di alcune proteine normali o alterate e si deposita tra le cellule degli organi, disturbandone il funzionamento.

Nel cuore, questo deposito rende il muscolo più rigido e può ridurre la sua capacità di contrarsi e pompare il sangue. Esistono diversi tipi di amiloidosi, a seconda della proteina da cui deriva l'amiloide, ed è importante sapere quale tipo è presente perché i trattamenti possono variare.

Relazione tra cuore e funzioni cognitive

Negli ultimi anni, i cardiologi hanno notato un legame tra le malattie del cuore e il declino cognitivo, cioè la perdita di memoria e di altre capacità mentali. Questo è particolarmente comune nelle persone anziane che soffrono di insufficienza cardiaca.

Ci sono due idee principali su questa relazione:

  • Le due condizioni potrebbero avere cause comuni, come l’ipertensione e il diabete, che danneggiano sia il cuore sia il cervello nel tempo.
  • Il cattivo funzionamento del cuore potrebbe ridurre il flusso di sangue al cervello, contribuendo così al declino cognitivo.

Probabilmente entrambe le idee sono vere e si influenzano a vicenda.

Il ruolo del farmaco sacubitril/valsartan

Un farmaco chiamato sacubitril/valsartan è stato introdotto per trattare l'insufficienza cardiaca. Questo medicinale aiuta a migliorare la funzione del cuore e riduce il rischio di morte e di ricoveri in ospedale.

Il farmaco agisce bloccando alcune sostanze che possono danneggiare il cuore e aumentando altre sostanze benefiche che aiutano a rilassare i vasi sanguigni.

Tuttavia, poiché la neprilisina (un enzima bloccato da questo farmaco) è coinvolta anche nella degradazione della beta-amiloide nel cervello, alcuni medici si sono preoccupati che il farmaco possa favorire l'accumulo di amiloide nel cervello, potenzialmente aumentando il rischio di demenza, come la malattia di Alzheimer.

Cosa dicono gli studi scientifici

Gli studi finora non hanno mostrato un aumento del rischio di problemi cognitivi nei pazienti trattati con sacubitril/valsartan rispetto ad altri farmaci per il cuore. In particolare:

  • Non è stato osservato un aumento dei livelli di amiloide nel liquido che circonda il cervello di persone sane trattate con questo farmaco.
  • Non ci sono prove che il farmaco provochi accumulo di amiloide nel cervello degli animali più simili all'uomo.
  • Le analisi genetiche non mostrano una relazione significativa tra l'enzima neprilisina e la malattia di Alzheimer.

Inoltre, i problemi cognitivi nei pazienti con insufficienza cardiaca sono probabilmente più legati alla riduzione del flusso di sangue al cervello che all'accumulo diretto di amiloide.

Il miglioramento della funzione cardiaca con sacubitril/valsartan potrebbe quindi avere un effetto positivo anche sulle funzioni mentali.

Prospettive future e raccomandazioni

Sono in corso nuovi studi che valuteranno più approfonditamente l'effetto di sacubitril/valsartan sulle funzioni cognitive, usando test specifici e tecniche di imaging cerebrale.

Per ora, i benefici del farmaco nel migliorare la salute del cuore sembrano superare di gran lunga il rischio teorico di problemi cognitivi.

Infine, è importante sottolineare che un trattamento precoce e adeguato dei fattori di rischio cardiovascolare, come pressione alta e diabete, è fondamentale per ridurre sia i problemi cardiaci sia il rischio di demenza.

In conclusione

L'amiloidosi cardiaca è una condizione in cui una sostanza chiamata amiloide si accumula nel cuore, influenzandone la funzione. Esiste una relazione complessa tra malattie cardiache e declino cognitivo, soprattutto negli anziani. Il farmaco sacubitril/valsartan, usato per l'insufficienza cardiaca, non sembra aumentare il rischio di demenza e può migliorare la salute del cuore e, indirettamente, anche quella del cervello. La prevenzione e il trattamento precoce dei fattori di rischio cardiovascolare rimangono la strategia più efficace per proteggere sia il cuore sia la mente nel tempo.

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