Che cosa ha studiato la ricerca
Un gruppo di ricercatori dell'Università dell'Iowa ha analizzato l'effetto del consumo di cibi fritti sulla mortalità nelle donne in post-menopausa, cioè donne di età tra 50 e 79 anni. Lo studio ha coinvolto più di 100.000 donne seguite per molti anni, dal 1993 fino al 2017.
Principali risultati
- Le donne che mangiavano almeno una porzione di cibi fritti al giorno avevano un rischio leggermente più alto di morire per qualsiasi causa rispetto a chi non li consumava.
- Il consumo di pollo fritto almeno una volta alla settimana era associato a un aumento del rischio di morte sia per tutte le cause sia per problemi legati al cuore e ai vasi sanguigni.
- Un aumento simile del rischio è stato osservato anche per chi mangiava pesce fritto o molluschi fritti almeno una volta alla settimana.
- Non è stata trovata una relazione significativa tra il consumo di cibi fritti e la morte per cancro.
Cosa significa tutto questo
Il rischio aumentato indicato dallo studio è relativo, cioè confronta chi consuma frequentemente cibi fritti con chi non li consuma. Il valore numerico (chiamato Hazard Ratio) indica una differenza di rischio modesta ma significativa, soprattutto per la mortalità legata a malattie cardiovascolari.
In conclusione
Questo studio suggerisce che un consumo frequente di cibi fritti, in particolare pollo fritto e pesce o molluschi fritti, è associato a un rischio leggermente più alto di mortalità per tutte le cause e per problemi cardiovascolari nelle donne in post-menopausa negli Stati Uniti. Non è stata trovata una associazione con la mortalità per cancro.