Che cosa è stato studiato
Un gruppo di ricercatori cinesi ha analizzato i dati di oltre 13.000 persone sane all'inizio dello studio. Questi partecipanti hanno risposto a domande sulla loro alimentazione, in particolare sulla quantità di carboidrati che consumavano ogni giorno. I carboidrati sono nutrienti presenti in alimenti come pane, pasta, riso, frutta e verdura.
Le persone sono state divise in tre gruppi in base alla percentuale di calorie giornaliere provenienti dai carboidrati:
- Basso consumo: meno del 44,8% delle calorie da carboidrati
- Consumo moderato: tra il 44,8% e il 52,4%
- Alto consumo: più del 52,4%
Chi ha partecipato allo studio
Le persone coinvolte avevano in media circa 54 anni. Tra loro, circa un terzo aveva la pressione alta, alcuni avevano avuto un ictus o problemi al cuore. Circa un quarto era obeso, cioè aveva un indice di massa corporea sopra 30, un valore che indica un peso eccessivo rispetto all'altezza.
Cosa è stato osservato
Seguendo queste persone per più di 22 anni, i ricercatori hanno visto che chi mangiava meno carboidrati aveva un rischio più alto di sviluppare la fibrillazione atriale rispetto a chi ne consumava una quantità moderata o alta. In particolare:
- Chi seguiva una dieta a basso contenuto di carboidrati aveva circa il 18% in più di probabilità di avere questa condizione rispetto a chi ne consumava una quantità moderata.
- Rispetto a chi consumava molti carboidrati, il rischio era aumentato del 16%.
In conclusione
Questo studio suggerisce che diete con pochi carboidrati, come alcune diete popolari (ad esempio chetogenica, paleo o Atkins), possono essere collegate a un aumento del rischio di fibrillazione atriale, un disturbo del ritmo cardiaco. È importante ricordare che ogni persona è diversa e che le scelte alimentari dovrebbero essere fatte con attenzione e, se necessario, con il supporto di un medico o di un nutrizionista.