Chi è il paziente
Il Sig. G.G. ha 87 anni, vive da solo ed è in grado di prendersi cura di sé. Ha diversi fattori che aumentano il rischio di malattie del cuore e una storia di problemi cardiaci complessi.
Eventi e trattamenti cardiaci precedenti
- Nel 1996 ha avuto un infarto al cuore.
- Ha subito un intervento chirurgico per migliorare il flusso di sangue al cuore, con l’utilizzo di vasi sanguigni prelevati da altre parti del corpo.
- Con il tempo, la funzione di una parte del cuore si è ridotta (funzione ventricolare sinistra al 40%, che indica una capacità moderatamente ridotta di pompare il sangue).
- Nel 2003 gli è stato impiantato un dispositivo chiamato ICD, che aiuta a prevenire aritmie pericolose.
Problemi recenti e nuovi esami
Nel 2017 è stato ricoverato per episodi di tachicardie ventricolari, cioè battiti cardiaci molto veloci e irregolari, che il suo dispositivo ha trattato con successo.
Durante gli accertamenti:
- Un’ecografia del cuore ha mostrato un problema alla valvola mitrale, che non si chiude bene causando un ritorno di sangue (rigurgito mitralico moderato-severo).
- Un esame alle coronarie ha evidenziato che alcune arterie del cuore sono ostruite o ristrette.
Per questo è stata fatta una angioplastica, cioè l’inserimento di uno stent (una piccola rete metallica) per mantenere aperta un’arteria importante.
Nonostante questo, le aritmie sono continuate e si è proceduto a un trattamento chiamato ablazione, che mira a eliminare la zona del cuore che causa l’aritmia.
Altri problemi di salute
- Il paziente ha anche problemi alle arterie delle gambe, che gli causano difficoltà a camminare (claudicatio).
- Durante un esame per queste difficoltà, è stato trovato un nodulo al polmone destro, sospetto per una possibile malattia tumorale.
- Un tentativo di prelevare un campione del nodulo con ago guidato da TAC non è riuscito a causa della posizione del nodulo.
- Si è quindi programmata una piccola operazione chirurgica con toracoscopia per prelevare un campione e definire meglio la malattia.
Ricovero e trattamento attuale
Prima dell’intervento, il paziente è stato ricoverato per un problema di scompenso cardiaco, cioè quando il cuore non riesce a pompare sangue in modo efficace.
Durante il ricovero è stata anche scoperta una fibrillazione atriale (un tipo di aritmia) di cui non si conosce da quanto tempo fosse presente.
Lo scompenso è stato trattato con farmaci per aiutare il cuore e ridurre i liquidi in eccesso. Per prevenire la formazione di coaguli, è stata iniziata una terapia con un tipo di anticoagulante chiamato eparina a basso peso molecolare (EBPM).
Nel mese di ottobre il paziente ha subito l’intervento di rimozione di una parte del polmone con toracoscopia senza complicazioni.
L’esame del tessuto rimosso ha confermato un adenocarcinoma polmonare, un tipo di tumore, con alcune caratteristiche specifiche e un coinvolgimento della pleura (la membrana che avvolge il polmone) e del margine di resezione (cioè il bordo dell’area rimossa).
Il tumore è stato classificato come stadio IB, e si è programmata una nuova TAC per valutare meglio la situazione prima di decidere il trattamento successivo.
Domande importanti sul trattamento anticoagulante
Il testo pone due principali domande riguardo alla terapia anticoagulante a lungo termine per questo paziente con tumore attivo e possibile chemioterapia:
- Mantenere l’eparina a basso peso molecolare, che è considerata ancora il trattamento standard in questi casi.
- Utilizzare un anticoagulante orale diretto (DOAC), che ha un basso rischio di sanguinamento e potrebbe semplificare la vita del paziente.
Se si scegliesse un DOAC, quale scegliere tra:
- Edoxaban, per i risultati positivi di uno studio chiamato Hokusai-Cancer e per il fatto che interferisce meno con i farmaci chemioterapici.
- Rivaroxaban, basato su un altro studio chiamato Select-D.
- Dabigatran, che ha un dosaggio ridotto studiato per pazienti con fibrillazione atriale e dispone di un antidoto, importante per la sicurezza in un paziente con tumore e recente intervento chirurgico.
In conclusione
Il caso del Sig. G.G. mostra come le malattie cardiache e altre condizioni complesse, come il cancro, richiedano un attento equilibrio nelle scelte di cura. In particolare, la scelta del trattamento anticoagulante deve considerare sia la sicurezza che la facilità di gestione, tenendo conto delle terapie oncologiche e delle condizioni generali del paziente.