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Articolo per pazienti Pubblicato: 21/07/2025 Lettura: ~2 min

La terapia ottimale nello scompenso cardiaco con frazione d’eiezione ridotta e la sua applicazione nella pratica clinica

Fonte
Malgie et al https://doi.org/10.1093/eurheartj/ehaf244.

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Andreina Carbone Aggiornato il 31/01/2026

Informazioni rapide
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Categoria: 907 Sezione: 7

Introduzione

La gestione dello scompenso cardiaco con frazione d’eiezione ridotta prevede un trattamento medico specifico, raccomandato dalle linee guida. Questo trattamento deve essere iniziato rapidamente e adattato nel tempo per essere efficace. Uno studio recente ha valutato quanto sia possibile applicare queste raccomandazioni nella pratica quotidiana, analizzando i risultati e le difficoltà incontrate.

Che cosa significa la terapia raccomandata

Per lo scompenso cardiaco con frazione d’eiezione ridotta (HFrEF), le linee guida indicano una terapia medica guidata (GRMT) che include diverse classi di farmaci. Questi farmaci aiutano il cuore a funzionare meglio e migliorano la qualità di vita.

Lo studio TITRATE-HF

Lo studio ha coinvolto 1508 pazienti con diagnosi recente di HFrEF, seguiti in 48 ospedali nei Paesi Bassi. L'obiettivo era capire se fosse possibile iniziare rapidamente la terapia raccomandata e raggiungere le dosi consigliate.

  • Età media dei pazienti: 70 anni
  • 31% donne
  • Frazione di eiezione media: 30%

Cosa è emerso dal monitoraggio

Entro 6 settimane dalla diagnosi, il 46% dei pazienti aveva iniziato una terapia quadrupla, cioè con quattro classi di farmaci diverse. Dopo 6 mesi, il 66,3% continuava questa terapia, ma solo l’1,3% aveva raggiunto le dosi raccomandate per tutti i farmaci.

Le difficoltà principali erano:

  • Effetti collaterali, che hanno impedito di aumentare la dose in circa il 20-37% dei casi.
  • Accettazione di dosi più basse da parte dei medici, nonostante non ci fossero problemi evidenti.

Interruzioni e ripresa della terapia

Alcuni farmaci sono stati sospesi a causa di effetti indesiderati o intolleranze, con percentuali tra il 9% e il 13% a seconda della classe. Tuttavia, la maggior parte dei pazienti (oltre l'83%) è riuscita a riprendere la terapia con successo.

L'importanza della titolazione continua

Le modifiche alle dosi dei farmaci sono avvenute soprattutto nei primi 60 giorni dopo la diagnosi, per poi diminuire. Lo studio sottolinea che è importante continuare a regolare le dosi anche dopo questo periodo per ottenere il massimo beneficio dal trattamento.

In conclusione

Lo studio TITRATE-HF dimostra che è possibile iniziare rapidamente la terapia raccomandata per lo scompenso cardiaco con frazione d’eiezione ridotta nella pratica clinica reale. Tuttavia, per migliorare i risultati è fondamentale un approccio attivo e una continua regolazione delle dosi anche oltre i primi mesi.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Andreina Carbone

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