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Articolo per pazienti Pubblicato: 17/04/2019 Lettura: ~3 min

Ipertensione e decadimento cognitivo

Fonte
Andrea Ungar, Geriatra e Cardiologo. Responsabile Centro Ipertensione Geriatra-UTIG (AOU Careggi), Centro di Riferimento Regionale della Toscana per l’Ipertensione Arteriosa dell’anziano

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Andrea Ungar Aggiornato il 03/02/2026

Informazioni rapide
Contenuti derivati da testi redatti da Medici specialisti in ambito cardiovascolare, adattati usando un linguaggio semplice per aiutarti a capire meglio la tua salute
Categoria: 1103 Sezione: 32

Introduzione

L'ipertensione arteriosa, cioè la pressione alta del sangue, è un problema comune che può influire anche sulla salute del cervello nel tempo. In particolare, può aumentare il rischio di sviluppare difficoltà di memoria e altre funzioni mentali, specialmente nelle persone anziane. Qui spieghiamo in modo semplice cosa significa questa relazione e cosa sappiamo finora.

Che cosa significa ipertensione e decadimento cognitivo?

L'ipertensione arteriosa è un aumento della pressione del sangue nelle arterie. Quando questa condizione dura a lungo nell'età adulta, può aumentare il rischio di decadimento cognitivo, cioè un peggioramento delle capacità mentali come memoria, attenzione e ragionamento, che può portare a forme di demenza.

La demenza può essere di diversi tipi, tra cui:

  • Demenza vascolare, causata da problemi ai vasi sanguigni del cervello, come ictus o danni alla sostanza bianca;
  • Demenza di Alzheimer, la forma più comune, legata a cambiamenti nel cervello come accumulo di proteine anomale.

Quali sono le evidenze scientifiche?

Studi seguiti nel tempo, come quello di Framingham iniziato negli anni '50, hanno mostrato che livelli alti di pressione arteriosa mantenuti per anni si associano a un peggioramento delle funzioni cognitive dopo circa 15 anni.

Un altro studio in Svezia ha osservato persone anziane senza problemi cognitivi per 15 anni e ha trovato che chi aveva una pressione alta all'inizio aveva un rischio maggiore di sviluppare demenza, sia vascolare che di Alzheimer. Curiosamente, poco prima della comparsa della demenza, la pressione tendeva a diminuire, soprattutto nelle persone con Alzheimer.

Che cosa sappiamo oggi?

Oggi si riconosce che l'ipertensione è un importante fattore di rischio per entrambe le forme di demenza. Inoltre, spesso le due forme si sovrappongono, perché i danni ai vasi sanguigni possono peggiorare anche la demenza di Alzheimer.

Il trattamento dell'ipertensione nell'adulto sembra aiutare a ridurre il rischio di demenza, ma ci sono ancora molte domande aperte, come:

  1. Se e come trattare l'ipertensione negli anziani con demenza;
  2. Qual è il momento migliore per intervenire;
  3. Quanto deve essere aggressivo il trattamento per essere efficace senza causare problemi;
  4. Come evitare che la pressione diventi troppo bassa, cosa che può peggiorare il declino cognitivo.

Risultati recenti e complessità della situazione

Uno studio recente chiamato SPRINT-mind ha cercato di capire se un trattamento più intenso della pressione alta potesse ridurre il declino mentale. I risultati non sono stati definitivi, ma suggeriscono un possibile beneficio in persone ancora in buona salute mentale.

Al contrario, in persone che già hanno un declino cognitivo, una pressione troppo bassa può peggiorare la situazione.

In generale, la relazione tra pressione arteriosa e salute mentale cambia con l'età:

  • Prima dei 50 anni, la pressione alta è chiaramente legata a un maggior rischio di declino cognitivo;
  • Con l'avanzare dell'età, questo legame si indebolisce e può diventare più importante evitare pressioni troppo basse, che possono causare problemi come svenimenti o peggioramento della memoria.

Importanza della misurazione e gestione personalizzata

Nei pazienti molto anziani o con demenza, è fondamentale misurare la pressione in modo accurato, anche a casa, per evitare trattamenti eccessivi o insufficienti.

In conclusione

L'ipertensione arteriosa è un fattore importante che può aumentare il rischio di decadimento cognitivo e demenza. Trattarla correttamente nell'età adulta può aiutare a proteggere la salute del cervello. Tuttavia, con l'avanzare dell'età e in presenza di problemi cognitivi, la gestione diventa più complessa e deve essere adattata con attenzione per evitare effetti negativi.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Andrea Ungar

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