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Articolo per pazienti Pubblicato: 14/05/2019 Lettura: ~2 min

Il Progetto FAI

Fonte
Il Progetto FAI è stato promosso dal gruppo di ricerca sulle malattie vascolari cerebrali dell'Università di Firenze, con il supporto del Ministero della Salute, per studiare la fibrillazione atriale nella popolazione anziana italiana e migliorare la prevenzione dell'ictus.

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Nino Lo Pacio Aggiornato il 03/02/2026

Informazioni rapide
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Categoria: 1215 Sezione: 2

Introduzione

Il Progetto FAI è un'iniziativa importante che coinvolge i medici di famiglia in Italia per monitorare una condizione cardiaca chiamata fibrillazione atriale. Questo progetto aiuta a migliorare l'accesso alle cure e a ridurre i costi legati a questa malattia e alle sue complicazioni, come l'ictus cerebrale.

Che cos'è il Progetto FAI

Il Progetto FAI è stato creato da un gruppo di ricerca dell'Università di Firenze per studiare la fibrillazione atriale negli anziani italiani. Questa condizione è un tipo di aritmia, cioè un battito cardiaco irregolare, che può aumentare il rischio di ictus. L'obiettivo principale era capire quanto è diffusa questa malattia tra le persone sopra i 65 anni e valutare come vengono trattate per prevenire l'ictus.

Come è stato svolto lo studio

Lo studio ha coinvolto circa 6.000 persone di tre diverse regioni italiane: Lombardia, Toscana e Calabria. Tutti i partecipanti sono stati controllati con due tipi di screening, uno a casa e uno in ambulatorio, e hanno fatto un elettrocardiogramma (ECG) per confermare la diagnosi. Gli ECG sono stati analizzati da cardiologi esperti per garantire risultati accurati.

Risultati principali

  • La fibrillazione atriale è stata trovata nel 7,3% delle persone sopra i 65 anni.
  • La frequenza aumenta con l'età, arrivando al 16,1% negli ultraottantacinquenni.
  • La malattia è più comune in chi ha altre condizioni come ipertensione, diabete, problemi cardiaci o renali.
  • Chi ha fibrillazione atriale ha un rischio di ictus quattro volte maggiore rispetto a chi non ce l'ha.

Trattamenti e loro utilizzo

Esistono farmaci chiamati anticoagulanti che riducono di oltre il 70% il rischio di ictus in chi ha fibrillazione atriale. Nel progetto, solo il 69,3% delle persone con questa malattia assumeva questi farmaci. Il restante 30,7% non li prendeva per vari motivi, tra cui:

  • età molto avanzata
  • difficoltà cognitive
  • rischio di cadute
  • problemi di salute che aumentano il rischio di sanguinamenti
  • scarsa adesione alla terapia
  • rifiuto del trattamento
  • assenza di cause evidenti nel 19,4% dei casi

Impatto sociale ed economico

La fibrillazione atriale è una malattia comune negli anziani italiani, con oltre 1.100.000 persone affette. Ridurre anche solo del 5% la sua frequenza potrebbe far risparmiare al Servizio Sanitario Nazionale circa 152 milioni di euro. Attualmente, questa condizione costa circa un miliardo di euro in spese dirette per l'ictus e un altro miliardo in costi indiretti per le famiglie.

In conclusione

Il Progetto FAI ha permesso di capire meglio quanto è diffusa la fibrillazione atriale tra gli anziani in Italia e come viene trattata. Ha mostrato l'importanza di migliorare la diagnosi e la cura per prevenire complicazioni gravi come l'ictus, con benefici sia per la salute delle persone che per i costi del sistema sanitario.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Nino Lo Pacio

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