Che cosa sono le Linee Guida ESC/ESH 2018 sull'Ipertensione Arteriosa
Le Linee Guida pubblicate nel 2018 dalla Società Europea di Cardiologia (ESC) e della Società Europea dell’Ipertensione (ESH) aggiornano le precedenti raccomandazioni del 2013. Queste indicazioni definiscono l’ipertensione arteriosa come una pressione del sangue superiore a 140 mmHg per la pressione sistolica (il valore più alto) e/o 90 mmHg per la pressione diastolica (il valore più basso). Questi valori sono considerati soglie oltre le quali il trattamento, farmacologico o non, porta più benefici che rischi. Questa definizione vale per tutte le età, dal giovane all’anziano, e l’ipertensione interessa circa il 30-45% della popolazione generale, arrivando oltre il 60% nelle persone sopra i 60 anni.
Novità introdotte dalle Linee Guida 2018
- Maggiore attenzione alla misurazione della pressione fuori dall’ambulatorio medico, in particolare a quella effettuata a casa dal paziente stesso (auto-misurazione domiciliare).
- Conferma dei valori soglia per la diagnosi di ipertensione.
- Indicazioni precise sui target pressori da raggiungere con la terapia, con soglie di sicurezza più basse.
- Promozione dell’uso della terapia combinata (più farmaci insieme).
- Importanza di aumentare l’aderenza al trattamento da parte dei pazienti.
La Survey MISURA CardioLink 2019: obiettivi e partecipanti
Per capire se queste novità sono state adottate nella pratica clinica reale, è stata condotta una survey tra i medici italiani iscritti a CardioLink. Tra gennaio e aprile 2019, 3.227 medici hanno risposto a 12 domande multiple riguardanti la misurazione della pressione arteriosa e la gestione dell’ipertensione.
Risultati principali della survey
- Oltre il 75% dei medici ha dichiarato che la gestione dei pazienti ipertesi è cambiata poco o nulla dopo le nuove Linee Guida.
- Circa il 90% è favorevole a un uso più esteso della misurazione domiciliare della pressione.
- Per la diagnosi, solo una minoranza si basa esclusivamente sulla pressione misurata in ambulatorio (8%) o sul monitoraggio continuo nelle 24 ore (7%).
- Il 17% usa principalmente la pressione misurata a casa, mentre il 9% combina misurazioni ambulatoriali e domiciliari.
- Circa il 60% dei medici utilizza tutte le metodiche disponibili, anche se il monitoraggio nelle 24 ore è riservato a casi selezionati.
Importanza della misurazione domiciliare della pressione
La misurazione della pressione a casa è una delle novità più rilevanti delle Linee Guida europee. Essa aiuta a:
- Confermare la diagnosi di ipertensione.
- Individuare l’ipertensione da camice bianco (pressione alta solo in ambulatorio) o l’ipertensione mascherata (pressione normale in ambulatorio ma alta a casa).
- Valutare meglio il controllo della pressione nel tempo.
- Fornire dati più affidabili e legati al rischio di danni agli organi e problemi cardiovascolari rispetto alla sola misurazione in ambulatorio.
- Migliorare l’aderenza alla terapia, soprattutto se accompagnata da educazione e tele-monitoraggio.
Cosa emerge dall’esperienza dei medici italiani
La maggior parte dei medici consiglia ai pazienti ipertesi di misurare la pressione a casa, ma pochi la usano come metodo principale per la prima diagnosi. Questo indica che, nonostante l’interesse e il favore verso la misurazione domiciliare, è necessario promuovere maggiormente il suo utilizzo per migliorare la diagnosi e la gestione dell’ipertensione.
In conclusione
Le Linee Guida ESC/ESH 2018 confermano i valori di pressione per la diagnosi di ipertensione e introducono importanti novità, soprattutto sull’uso della misurazione domiciliare. La survey italiana mostra che molti medici sono interessati e favorevoli a queste novità, ma che nella pratica clinica la misurazione domiciliare è ancora poco utilizzata per la diagnosi iniziale. Promuovere un uso più sistematico di questa metodica sarà un obiettivo importante per migliorare la cura dei pazienti ipertesi nei prossimi anni.