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Articolo per pazienti Pubblicato: 16/07/2019 Lettura: ~2 min

La storia precedente di insufficienza cardiaca aumenta il rischio di mortalità dopo un ricovero per insufficienza cardiaca acuta

Fonte
Younis A - Am J Cardiol. 2019. pii: S0002-9149(19)30598-3.

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Dott. Giuseppe Marazzi Aggiornato il 03/02/2026

Informazioni rapide
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Categoria: 919 Sezione: 7

Introduzione

Questo studio ha analizzato come la presenza di una precedente insufficienza cardiaca cronica influenzi la sopravvivenza delle persone ricoverate per un episodio acuto di insufficienza cardiaca. I risultati aiutano a capire meglio i rischi a breve e lungo termine per chi affronta questa condizione.

Che cosa significa insufficienza cardiaca acuta e cronica

L'insufficienza cardiaca è una condizione in cui il cuore non riesce a pompare il sangue in modo efficace. Può presentarsi in modo improvviso, chiamato acuto, o essere una condizione già presente da tempo, detta cronica.

In questo studio si sono confrontati due gruppi di pazienti ricoverati per insufficienza cardiaca acuta:

  • AHF de-novo: persone che hanno avuto il primo episodio di insufficienza cardiaca acuta;
  • ADCHF: persone con insufficienza cardiaca cronica che hanno avuto un peggioramento improvviso.

Caratteristiche dei pazienti

Su 2.328 pazienti analizzati in Israele:

  • Il 31% aveva insufficienza cardiaca acuta per la prima volta (AHF de-novo).
  • Il 69% aveva una forma cronica con un peggioramento acuto (ADCHF).

I pazienti con AHF de-novo erano in media più giovani e avevano meno altre malattie associate, come precedenti infarti o interventi al cuore.

Risultati sulla mortalità

La mortalità a 30 giorni dopo il ricovero era simile tra i due gruppi (circa 8-9%).

Tuttavia, a 1 anno e a 10 anni dal ricovero, i pazienti con insufficienza cardiaca cronica peggiorata (ADCHF) avevano un rischio di morte significativamente più alto rispetto a quelli con primo episodio (AHF de-novo):

  • A 1 anno: il 33% dei pazienti ADCHF è deceduto contro il 22% dei de-novo.
  • A 10 anni: il 90% dei pazienti ADCHF è deceduto contro il 72% dei de-novo.

L'analisi statistica ha confermato che la presenza di insufficienza cardiaca cronica è un fattore che aumenta in modo indipendente il rischio di mortalità a lungo termine.

In conclusione

La storia di insufficienza cardiaca cronica rappresenta un fattore importante che aumenta il rischio di morte sia a 1 anno sia a 10 anni dopo un ricovero per insufficienza cardiaca acuta. Questo dato aiuta a comprendere meglio la prognosi e l'importanza di un attento monitoraggio nei pazienti con questa condizione.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Dott. Giuseppe Marazzi

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