Che cosa è stato studiato
Lo studio ha coinvolto 1.284 persone con fibrillazione atriale che avevano subito un'ablazione transcatetere, un trattamento per ripristinare il ritmo normale del cuore. Tutti avevano avuto successo con l’ablazione da almeno un anno e presentavano fattori di rischio per l’ictus.
I partecipanti sono stati divisi in due gruppi in modo casuale: uno ha ricevuto aspirina (70–120 mg al giorno) e l’altro rivaroxaban (15 mg al giorno). Sono stati seguiti per tre anni, con controlli che includevano una risonanza magnetica del cervello all’inizio e alla fine dello studio.
Risultati principali
- Il numero di eventi gravi come ictus, embolia sistemica (ostruzione di un vaso sanguigno in altre parti del corpo) o nuovi infarti cerebrali silenti (piccole aree di danno cerebrale senza sintomi evidenti) è stato molto basso in entrambi i gruppi.
- Non c’è stata una differenza significativa tra chi ha preso aspirina e chi ha preso rivaroxaban riguardo a questi eventi (0,31 contro 0,66 eventi ogni 100 persone all’anno).
- Il rischio di sanguinamenti gravi o fatali è risultato più alto nel gruppo che ha usato rivaroxaban (1,6%) rispetto a quello con aspirina (0,6%).
Cosa significa per chi ha fatto l’ablazione
Questi risultati indicano che dopo un’ablazione riuscita, l’uso di rivaroxaban non porta a una riduzione significativa degli eventi ischemici rispetto all’aspirina, ma può aumentare il rischio di sanguinamenti importanti.
Per questo motivo, non è sempre necessario assumere un anticoagulante come rivaroxaban solo perché l’ablazione è andata bene. La scelta del trattamento deve essere personalizzata, considerando il rischio individuale di ictus e di sanguinamento, per trovare il miglior equilibrio tra benefici e rischi.
In conclusione
Dopo un’ablazione riuscita per fibrillazione atriale, rivaroxaban non mostra un vantaggio chiaro rispetto all’aspirina nel prevenire ictus o altri eventi ischemici. Inoltre, rivaroxaban può aumentare il rischio di sanguinamenti maggiori. La decisione sul trattamento deve essere fatta con attenzione, valutando il profilo di rischio di ogni persona.