Unione di due grandi congressi per la salute del cuore
Il 31 agosto a Parigi è iniziata la prima edizione unificata del Congresso ESC e del Congresso Mondiale di Cardiologia, il più grande incontro mondiale dedicato alla medicina cardiovascolare. Le due organizzazioni, la World Heart Federation (WHF) e l'European Society of Cardiology (ESC), hanno collaborato per sostenere la salute del cuore in tutto il mondo.
Un obiettivo importante è ridurre del 25% entro il 2025 la mortalità precoce per malattie cardiovascolari, come concordato con l'Organizzazione delle Nazioni Unite (ONU). Inoltre, si è sottolineata l'importanza di combattere l'inquinamento atmosferico, che secondo l'Organizzazione Mondiale della Sanità (WHO) è responsabile di oltre il 20% dei decessi per malattie del cuore, cioè più di 3 milioni di morti ogni anno.
Nuove linee guida presentate
Durante il congresso sono state presentate cinque nuove linee guida (LG) pubblicate sull'European Heart Journal, che riguardano:
- L'embolia polmonare (ostruzione delle arterie nei polmoni);
- Le aritmie sopraventricolari (alterazioni del ritmo cardiaco che partono dalle camere superiori del cuore);
- Le sindromi coronariche croniche (problemi di circolazione del sangue al cuore che durano a lungo);
- Il diabete, il prediabete e le malattie cardiovascolari;
- La dislipidemia (alterazioni dei grassi nel sangue, come il colesterolo alto).
Le linee guida sul diabete e sulla dislipidemia propongono nuovi trattamenti e obiettivi più bassi per i valori di colesterolo per prevenire le malattie del cuore. Inoltre, si tende a non distinguere più tra prevenzione primaria (prima che la malattia si manifesti) e secondaria (dopo un evento cardiaco).
Focus sulle sindromi coronariche croniche (CCS)
Questa condizione, prima chiamata malattia coronarica stabile, è in realtà più dinamica di quanto sembri. La placca che ostruisce le arterie può evolvere e può essere influenzata da uno stile di vita sano, farmaci e interventi medici.
Le CCS sono state suddivise in sei scenari clinici diversi, ognuno con un percorso diagnostico e terapeutico specifico:
- Possibile malattia coronarica con sintomi "stabili" simili all'angina (dolore al petto), con o senza difficoltà a respirare;
- Possibile malattia coronarica con sintomi di insufficienza cardiaca o problemi al ventricolo sinistro del cuore;
- Pazienti con sintomi o senza, entro un anno da un evento cardiaco acuto o da un intervento di rivascolarizzazione (ripristino del flusso sanguigno);
- Pazienti con o senza sintomi da più di un anno dopo la diagnosi o un intervento;
- Pazienti con angina e sospetta malattia dei piccoli vasi o spasmi coronarici;
- Pazienti senza sintomi ma con malattia coronarica scoperta tramite controlli.
Nuove raccomandazioni per la terapia antitrombotica
Le linee guida consigliano in alcuni casi l'aggiunta di un secondo farmaco antitrombotico (che previene la formazione di coaguli) insieme all'aspirina per pazienti con alto rischio di problemi ischemici (ridotto flusso di sangue) ma basso rischio di sanguinamento. Sono anche indicate nuove strategie per la gestione della terapia dopo interventi coronarici, soprattutto nei pazienti con fibrillazione atriale (un tipo di aritmia).
Interventi e farmaci innovativi
Un importante studio ha mostrato che un intervento chiamato PCI guidato dalla riserva di flusso frazionario (FFR) può ridurre il rischio di infarto rispetto alla sola terapia medica in pazienti con malattia coronarica stabile.
Per l'insufficienza cardiaca con frazione di eiezione ridotta (HFrEF), è raccomandato l'uso del farmaco Sacubitril/Valsartan (ARNi) se i pazienti non rispondono ai trattamenti tradizionali.
Inoltre, per pazienti con CCS e diabete, si suggerisce l'uso di farmaci chiamati agonisti GLP-1 e inibitori SGLT2, che aiutano anche a proteggere il cuore.
Risultati di studi clinici importanti
DAPA HF Trial: per la prima volta, un farmaco antidiabetico, il Dapagliflozin, ha dimostrato benefici nei pazienti con insufficienza cardiaca cronica e ridotta funzione del cuore, anche se non diabetici. Il farmaco ha ridotto il rischio di morte cardiovascolare o ricovero per insufficienza cardiaca del 26% rispetto al trattamento standard, senza aumentare gli effetti collaterali.
PARAGON-HF Trial: ha valutato l'efficacia di Sacubitril/Valsartan in pazienti con insufficienza cardiaca e funzione del cuore conservata. Lo studio non ha mostrato un beneficio chiaro sull'obiettivo principale, ma alcuni risultati secondari sono stati positivi, soprattutto nelle donne e in pazienti con funzione cardiaca leggermente ridotta.
COMPLETE Trial: ha dimostrato che trattare tutte le lesioni coronariche significative dopo un infarto riduce il rischio di morte cardiovascolare e infarto ricorrente rispetto a trattare solo la lesione responsabile dell'evento. Questo beneficio si mantiene a lungo termine, fino a 5 anni.
Nuovi farmaci per il controllo del colesterolo
EVOPACS Trial: l'aggiunta di Evolocumab, un farmaco che abbassa il colesterolo LDL (il cosiddetto "colesterolo cattivo"), alle statine ad alta dose in pazienti con sindrome coronarica acuta ha ridotto in modo significativo i livelli di colesterolo in poche settimane, con un buon profilo di sicurezza.
ORION-11 Trial: ha mostrato che Inclisiran, un farmaco che agisce a livello genetico per ridurre la produzione di una proteina chiamata PCSK9, può dimezzare i livelli di colesterolo LDL con due iniezioni all'anno. Anche questo trattamento è risultato sicuro e ben tollerato.
In conclusione
Il Congresso ESC 2019 e il Congresso Mondiale di Cardiologia hanno rappresentato un importante momento di collaborazione internazionale per migliorare la salute cardiovascolare globale. Sono state presentate nuove linee guida e studi che offrono aggiornamenti significativi su diagnosi, prevenzione e trattamento delle malattie del cuore. Questi progressi contribuiscono a una migliore cura dei pazienti e aprono la strada a future ricerche e innovazioni terapeutiche.