Che cosa è stato studiato
Uno studio ha esaminato 6.004 persone anziane, a rischio di fibrillazione atriale e ictus. Questi pazienti sono stati divisi in due gruppi: uno con un dispositivo chiamato loop recorder impiantabile (ILR) per monitorare continuamente il cuore, e un altro con le cure abituali. Il monitoraggio è durato in media circa 3 anni.
Cosa è stato osservato
- Sono stati trovati oltre 41.000 episodi di fibrillazione atriale che duravano almeno 6 minuti, in 430 pazienti.
- L’episodio più comune iniziava intorno alle 9 di mattina, con il doppio delle probabilità rispetto alle 9 di sera.
- Circa il 40% degli episodi avveniva durante la notte, tra le 22:00 e le 7:00.
- Gli episodi notturni erano più lunghi, in media 28 minuti, rispetto a quelli diurni, che duravano circa 14 minuti.
- Durante la notte, la frequenza del battito cardiaco era più bassa (75 battiti al minuto) rispetto al giorno (85 battiti al minuto).
Due tipi di fibrillazione atriale
Analizzando i dati, sono stati identificati due gruppi diversi di episodi:
- Un gruppo con episodi che iniziano soprattutto di notte o al mattino, associato a un maggior numero di episodi nel tempo e a una maggiore probabilità che gli episodi durino più a lungo (oltre 24 ore).
- Un altro gruppo con episodi che si presentano principalmente durante il giorno.
Perché è importante
Questi risultati mostrano che la fibrillazione atriale può seguire diversi ritmi giornalieri. Conoscere questi modelli può aiutare i medici a scegliere il momento migliore per controllare il cuore e pianificare le cure in modo più efficace.
In conclusione
La fibrillazione atriale tende a manifestarsi in momenti specifici della giornata, con episodi notturni più lunghi e diversi tipi di presentazione. Capire questi ritmi può migliorare il modo in cui viene monitorata e gestita questa condizione, offrendo nuove possibilità per la prevenzione e il trattamento.