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Articolo per pazienti Pubblicato: 23/09/2019 Lettura: ~3 min

Ormoni e trombosi: qual è il loro rapporto?

Fonte
Lidia Rota Vender, Specialista in Ematologia e Malattie cardiovascolari da Trombosi, Presidente di ALT – Associazione per la Lotta alla Trombosi e alle malattie cardiovascolari – Onlus

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Lidia Rota Vender Aggiornato il 03/02/2026

Informazioni rapide
Contenuti derivati da testi redatti da Medici specialisti in ambito cardiovascolare, adattati usando un linguaggio semplice per aiutarti a capire meglio la tua salute
Categoria: 1221 Sezione: 2

Introduzione

Capire come gli ormoni influenzano la formazione di coaguli nel sangue è importante per migliorare la diagnosi e la cura delle persone a rischio di trombosi. Questo è particolarmente rilevante per le donne, il cui rischio cambia nelle diverse fasi della vita. In questo testo spieghiamo in modo semplice i fattori coinvolti e l'importanza di valutare il rischio individuale.

Che cos'è la trombosi e quali sono i fattori di rischio

La trombosi è la formazione di coaguli di sangue nei vasi, che può causare problemi seri come infarti o embolie. È una delle cause più comuni di malattie nei Paesi industrializzati. I fattori che aumentano il rischio di trombosi sono molti, tra cui:

  • Problemi come aterosclerosi (indurimento delle arterie), ipertensione (pressione alta), diabete, colesterolo alto e obesità
  • Fumo e uso di sostanze stupefacenti
  • Gravidanza e parto
  • Terapie ormonali, come la pillola anticoncezionale o la terapia ormonale sostitutiva in menopausa
  • Presenza di tumori e trattamenti come la chemioterapia
  • Interventi chirurgici e immobilizzazione
  • Malattie infiammatorie e autoimmuni

Il ruolo degli ormoni nella trombosi

Gli ormoni influenzano il rischio di trombosi in modo significativo, soprattutto nelle donne. Ogni donna ha un profilo di rischio personale che dipende da eventi passati come:

  • Eventi vascolari precedenti (problemi ai vasi sanguigni)
  • Complicazioni durante la gravidanza, come aborti spontanei o problemi di crescita del feto
  • Parto prematuro o malattie della placenta
  • Diabete gestazionale

Il rischio varia nelle diverse fasi della vita, dal primo ciclo mestruale, alla contraccezione, alla gravidanza, al parto, fino alla menopausa, con o senza terapia ormonale sostitutiva.

Come si valuta il rischio di trombosi

Per capire se una persona ha un rischio aumentato di trombosi, si valutano diversi aspetti, tra cui:

  • Esami del sangue che misurano la capacità di coagulazione, come il tempo di protrombina (PT) e il tempo di tromboplastina parziale (PTT). Valori alterati possono indicare problemi di coagulazione.
  • Livelli di fattori procoagulanti (che favoriscono la coagulazione), come fibrinogeno e fattori VII e VIII. Valori alti possono indicare un aumento del rischio, spesso legato a infiammazioni o infezioni.
  • Il D-dimero, che è un prodotto della degradazione dei coaguli. Valori elevati indicano che il sistema della coagulazione è attivo, ma non causano direttamente trombosi.
  • Anticoagulanti naturali come le proteine S, C e l'antitrombina III, che aiutano a mantenere l'equilibrio. Livelli bassi di questi possono aumentare il rischio di trombosi.
  • Presenza di anticorpi antifosfolipidi, che sono particolari proteine anomale che possono aumentare la tendenza del sangue a formare coaguli.

Fattori genetici e acquisiti

Alcune persone hanno una predisposizione genetica a sviluppare trombosi, come nel caso della mutazione del fattore V Leiden, che rende meno efficace il controllo naturale della coagulazione. Altri fattori di rischio sono acquisiti nel tempo, come l'uso di ormoni, la gravidanza o alcune malattie.

Altri elementi che influenzano il rischio

Lo stato infiammatorio, la funzione del fegato e dei reni, il livello di zucchero nel sangue e i grassi nel sangue sono tutti aspetti che possono alterare l'equilibrio della coagulazione e quindi influenzare il rischio di trombosi.

Importanza della valutazione personalizzata

Per le donne, soprattutto, è fondamentale valutare il rischio di trombosi in modo personalizzato, considerando la storia clinica e i fattori di rischio presenti. Prima di iniziare terapie ormonali, ad esempio, è utile fare esami specifici per capire se il trattamento è sicuro.

In conclusione

La trombosi è una condizione complessa influenzata da molti fattori, tra cui gli ormoni. Conoscere il proprio profilo di rischio e monitorare attentamente la coagulazione del sangue può aiutare a prevenire eventi gravi. Una buona collaborazione tra medici e informazione adeguata al pubblico è essenziale per ridurre il rischio e migliorare la salute.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Lidia Rota Vender

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