CardioLink Salute • Contenuti informativi per pazienti
Articolo per pazienti Pubblicato: 15/04/2019 Lettura: ~4 min

Gestione integrata di un paziente con infarto e fibrillazione atriale

Fonte
Giancarlo Molle, Cardiologo, Azienda Ospedaliero Universitaria di Cagliari

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Giancarlo Molle Aggiornato il 03/02/2026

Informazioni rapide
Contenuti derivati da testi redatti da Medici specialisti in ambito cardiovascolare, adattati usando un linguaggio semplice per aiutarti a capire meglio la tua salute
Categoria: 1117 Sezione: 34

Introduzione

Questo testo racconta la storia di un uomo di 70 anni con diverse condizioni di salute che ha subito un infarto e successivamente ha sviluppato una fibrillazione atriale. Verranno spiegate le tappe principali del suo trattamento e come i medici hanno adattato le terapie per gestire al meglio le sue malattie.

Che cosa è successo al paziente

Un uomo di 70 anni, con pressione alta, diabete e un leggero sovrappeso, aveva una storia di trombosi venosa profonda (un coagulo di sangue nelle vene) complicata da embolia polmonare (un blocco in un vaso sanguigno del polmone). Per questo prendeva un farmaco anticoagulante chiamato Apixaban.

Si è presentato al pronto soccorso con dolore al petto, nausea e stanchezza. L'elettrocardiogramma (ECG) ha mostrato un infarto del miocardio (STEMI) nella parte anteriore del cuore. Dopo aver ricevuto farmaci per prevenire la formazione di nuovi coaguli, è stato sottoposto a un esame urgente dei vasi coronarici (coronarografia), che ha evidenziato un blocco in un'arteria del cuore. Questo è stato trattato con l'inserimento di uno stent (un piccolo tubicino per mantenere aperto il vaso) con successo.

Esami e condizioni iniziali

  • Emoglobina (Hb) normale: 14 mg/dl
  • Funzione renale e epatica nella norma
  • Ecocardiogramma: funzione del ventricolo sinistro normale, ma con alcune alterazioni del movimento nella zona anteriore del cuore
  • Presenza di insufficienza mitralica moderata (una valvola del cuore che non si chiude perfettamente) e dilatazione moderata dell'atrio sinistro (una delle camere del cuore)

Trattamento e dimissione

Durante la degenza non sono sorte complicazioni importanti. Al momento della dimissione, il paziente ha ricevuto una terapia con diversi farmaci per proteggere il cuore e controllare le sue malattie:

  • Acido acetilsalicilico (aspirina) 100 mg al giorno
  • Clopidogrel 75 mg al giorno (antipiastrinico)
  • Apixaban 2,5 mg due volte al giorno (anticoagulante)
  • Bisoprololo 1,25 mg al giorno (per il controllo della frequenza cardiaca)
  • Ramipril 2,5 mg al giorno (per la pressione e protezione cardiaca)
  • Atorvastatina 80 mg al giorno (per il controllo del colesterolo)
  • Metformina 1000 mg tre volte al giorno (per il diabete)
  • Lansoprazolo 30 mg al giorno (per proteggere lo stomaco)

Follow-up e nuova diagnosi

Un mese dopo, durante una visita di controllo, il paziente stava bene ma l'ECG ha mostrato una fibrillazione atriale, un tipo di aritmia cardiaca che può aumentare il rischio di coaguli e ictus. Gli esami del sangue hanno confermato una buona funzione renale ed epatica. I medici hanno valutato i rischi di sanguinamento e di eventi ischemici usando punteggi specifici (CHA2DS2-VASc = 6, HAS-BLED = 3).

Modifica della terapia

Considerando la nuova aritmia, le altre malattie e i rischi, i medici hanno deciso di cambiare l'anticoagulante da Apixaban a Dabigatran (150 mg due volte al giorno) per un mese. Hanno inoltre programmato una cardioversione elettrica, una procedura per riportare il cuore a un ritmo normale, e modificato la terapia antipiastrinica interrompendo l'aspirina e mantenendo il Clopidogrel. Il Bisoprololo è stato aumentato per meglio controllare la frequenza cardiaca.

Risultati dopo la cardioversione

La cardioversione è stata efficace e il paziente ha iniziato a prendere Amiodarone (200 mg al giorno), un farmaco per mantenere il ritmo cardiaco normale. Ha continuato la terapia con anticoagulanti e antipiastrinici per un altro mese. Un monitoraggio cardiaco di 48 ore ha mostrato alcuni episodi di fibrillazione atriale senza sintomi, della durata massima di 4 ore.

Decisioni a lungo termine

Un anno dopo l'infarto, a causa degli episodi di fibrillazione atriale e della necessità di prevenire nuove trombosi, i medici hanno deciso di interrompere il Clopidogrel e continuare solo con Dabigatran a lungo termine, insieme agli altri farmaci. Questo approccio permette di gestire contemporaneamente il rischio di eventi tromboembolici legati alla malattia coronarica, alla fibrillazione atriale e alla precedente trombosi venosa profonda, cioè "prendere due piccioni con una fava".

In conclusione

Questo caso mostra come un paziente con più problemi cardiaci e vascolari possa essere seguito con attenzione e con terapie personalizzate. La gestione combinata di infarto, fibrillazione atriale e pregressa trombosi richiede un equilibrio tra prevenzione di coaguli e rischio di sanguinamento. Il monitoraggio continuo e l'adattamento delle cure sono fondamentali per garantire la migliore qualità di vita possibile.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Giancarlo Molle

Conversazione interattiva sul contenuto

discussione medico-scientifica con genIA