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Articolo per pazienti Pubblicato: 01/10/2019 Lettura: ~2 min

Perforazione coronarica durante la rivascolarizzazione percutanea: quanto è frequente e quali sono i fattori di rischio

Fonte
Rakowski T et al. Am J Cardiol. 2019 Jul 25. pii: S0002-9149(19)30818-5. doi: 10.1016/j.amjcard.2019.07.021.

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Giulia Rivasi Aggiornato il 03/02/2026

Informazioni rapide
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Categoria: 919 Sezione: 7

Introduzione

La perforazione di un vaso coronarico è una complicanza rara ma seria che può verificarsi durante gli interventi per migliorare il flusso sanguigno al cuore. Questo studio analizza quanto spesso succede e quali pazienti sono più a rischio, offrendo informazioni importanti per comprendere meglio questa situazione.

Che cos'è la perforazione coronarica (CAP)

La perforazione coronarica è una lesione che si verifica quando la parete di un'arteria del cuore viene forata durante un intervento chiamato rivascolarizzazione percutanea. Questo intervento serve a riaprire le arterie ostruite per migliorare il flusso di sangue al cuore.

Quanto è frequente la perforazione coronarica

In uno studio che ha analizzato oltre 344.000 pazienti sottoposti a questo tipo di intervento tra il 2014 e il 2017, la perforazione coronarica è stata osservata in circa lo 0,17% dei casi, cioè meno di 2 persone su 1000.

Chi è più a rischio di perforazione coronarica

I pazienti che hanno avuto una perforazione avevano alcune caratteristiche comuni:

  • Età più avanzata (in media 69 anni contro 66 anni)
  • Più spesso donne (44% rispetto al 32%)
  • Presenza di ipertensione arteriosa (pressione alta) in misura maggiore (77% contro 71%)
  • Malattia renale cronica più frequente (8,9% contro 5,4%)

Fattori legati all'intervento

La perforazione era più comune durante procedure più complesse, come:

  • Interventi su occlusioni croniche totali (arterie completamente bloccate da tempo)
  • Interventi su bypass di safena (vasi usati per creare un percorso alternativo al sangue)
  • Procedure con aterectomia rotazionale (tecnica che rimuove il tessuto che ostruisce l'arteria)

Conseguenze della perforazione coronarica

Nei pazienti con perforazione si osservava più spesso il fenomeno chiamato "no-reflow", cioè una mancata ripresa del normale flusso sanguigno dopo l'intervento (5,5% contro 0,5%). Inoltre, la mortalità durante o subito dopo la procedura era più alta (4,2% contro 0,5%).

In conclusione

La perforazione coronarica è un evento raro ma più frequente durante interventi complessi in pazienti con fattori di rischio specifici. Quando si verifica, può portare a complicazioni gravi e a un aumento del rischio di morte nel breve termine.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Giulia Rivasi

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