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Articolo per pazienti Pubblicato: 08/10/2019 Lettura: ~3 min

Un giovane con ipertensione arteriosa sistolica isolata

Fonte
Giacomo Pucci, Dipartimento di Medicina, Università di Perugia, Struttura Complessa di Medicina Interna, Azienda Ospedaliero-Universitaria di Terni

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Giacomo Pucci Aggiornato il 03/02/2026

Informazioni rapide
Contenuti derivati da testi redatti da Medici specialisti in ambito cardiovascolare, adattati usando un linguaggio semplice per aiutarti a capire meglio la tua salute
Categoria: 1186 Sezione: 52

Introduzione

Questo testo racconta la storia di Luigi, un uomo di 31 anni con pressione arteriosa alta solo nella fase sistolica, cioè quando il cuore si contrae. Vedremo insieme come è stato valutato e trattato, usando un linguaggio semplice e chiaro per capire meglio questa condizione e le scelte mediche fatte.

Chi è Luigi e perché è stato valutato?

Luigi ha 31 anni, è in buona salute generale e pratica sport come il tennis e il calcetto. Non fuma e beve vino solo occasionalmente. Ha un peso leggermente superiore alla norma (indice di massa corporea 27,4) e una circonferenza vita di 99 cm. La sua pressione arteriosa misurata più volte è risultata alta nella fase sistolica (148 mmHg), mentre la diastolica (quando il cuore si rilassa) è normale (82 mmHg). La frequenza cardiaca è di 92 battiti al minuto.

Qual è il problema di Luigi?

Luigi presenta un tipo di ipertensione chiamata ipertensione arteriosa sistolica isolata, cioè solo la pressione massima è alta. Questo può essere legato a uno stato chiamato ipercinetico, dove il cuore pompa con più forza e velocità del normale, spesso associato a un'attività nervosa aumentata che stimola il cuore.

Come è stato affrontato il problema?

  • Il medico di base ha iniziato a prescrivere un farmaco chiamato b-bloccante, che agisce sul cuore riducendo la frequenza e la forza del battito.
  • Luigi ha provato anche a seguire una dieta a basso contenuto calorico e a ridurre il sale, ma senza successo perché ha difficoltà a cambiare alcune abitudini alimentari.
  • Gli esami del sangue e del cuore non hanno mostrato danni importanti causati dall’ipertensione.

Quali farmaci sono più adatti?

Le linee guida mediche suggeriscono che i b-bloccanti possono essere usati come prima scelta solo se ci sono motivi specifici, come una frequenza cardiaca elevata o altre condizioni cardiache. Alcuni b-bloccanti più vecchi, come l’atenololo, possono avere meno efficacia o effetti collaterali indesiderati.

Per Luigi è stato scelto il nebivololo, un b-bloccante di terza generazione che, oltre a ridurre la pressione, aiuta a dilatare i vasi sanguigni e ha meno effetti collaterali come la difficoltà a fare esercizio o problemi di erezione.

Come è andato il trattamento?

Dopo due mesi con nebivololo, Luigi ha avuto una buona risposta: la pressione è tornata sotto controllo, ha perso peso e non ha più avuto problemi di erezione. Inoltre, il suo profilo di grassi nel sangue è migliorato, e si sente più motivato a mantenere uno stile di vita sano.

Perché questo caso è importante?

Questo esempio mostra quanto sia importante capire le caratteristiche specifiche di ogni persona con ipertensione. Nel caso di Luigi, riconoscere uno stato ipercinetico ha permesso di scegliere un farmaco adatto, efficace e ben tollerato, anche in un giovane con basso rischio cardiovascolare ma con bisogno di trattamento a lungo termine.

In conclusione

La storia di Luigi ci insegna che l’ipertensione può avere cause diverse e che la scelta del trattamento deve essere personalizzata. Un farmaco come il nebivololo può essere una buona opzione per giovani con ipertensione sistolica isolata e uno stato ipercinetico, aiutando a controllare la pressione e migliorare la qualità della vita senza effetti collaterali importanti.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Giacomo Pucci

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