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Articolo per pazienti Pubblicato: 01/09/2025 Lettura: ~2 min

Lo screening remoto con patch ECG porta a un lieve aumento nella diagnosi di fibrillazione atriale

Fonte
ESC Congress 2025

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Alberto Aimo Aggiornato il 31/01/2026

Informazioni rapide
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Categoria: 907 Sezione: 7

Introduzione

Questo studio ha esaminato se un dispositivo da indossare per registrare il battito cardiaco a casa può aiutare a scoprire più casi di fibrillazione atriale, un problema del ritmo cardiaco che può aumentare il rischio di ictus. I risultati mostrano che questo metodo porta a un aumento modesto delle diagnosi e un leggero incremento nell’uso di farmaci per prevenire l’ictus, ma senza grandi cambiamenti negli eventi gravi.

Che cosa è stato studiato

Il trial chiamato AMALFI ha valutato l’utilità di uno screening remoto usando un patch ECG, un piccolo dispositivo da applicare sulla pelle che registra il battito cardiaco per 14 giorni. Questo dispositivo è stato inviato per posta a persone anziane considerate a rischio moderato o alto di ictus. I partecipanti sono stati scelti automaticamente da cartelle cliniche di 27 studi medici nel Regno Unito.

In totale, 5.040 persone con un’età media di 78 anni (di cui il 47% donne e il 19% con un precedente ictus o attacco ischemico transitorio) sono state divise casualmente in due gruppi: uno ha ricevuto le cure abituali, l’altro ha usato il patch ECG per il monitoraggio continuo.

Cosa si è misurato

L’obiettivo principale era vedere quanti pazienti avessero una diagnosi di fibrillazione atriale (FA) registrata nel loro fascicolo medico entro 2 anni e mezzo dall’inizio dello studio.

Risultati principali

  • La fibrillazione atriale è stata diagnosticata nel 6,8% delle persone che hanno usato il patch ECG, rispetto al 5,4% di quelle con cure normali. Questo significa un aumento modesto nella diagnosi grazie al dispositivo.
  • Tra chi ha avuto la FA rilevata dal patch, un terzo aveva la fibrillazione atriale per tutto il periodo di monitoraggio, mentre più della metà aveva episodi brevi, con meno del 10% del tempo in fibrillazione.
  • L’uso di farmaci anticoagulanti, che aiutano a prevenire l’ictus, è stato leggermente più lungo nel gruppo con il patch (1,63 mesi in media) rispetto al gruppo di controllo (1,14 mesi).
  • Non ci sono state differenze significative nel numero di ictus o altri eventi cerebrovascolari tra i due gruppi (2,7% nel gruppo patch contro 2,5% nel gruppo controllo).

Cosa significa tutto questo

Lo studio AMALFI suggerisce che l’uso di un patch ECG a casa in persone anziane a rischio può aiutare a trovare qualche caso in più di fibrillazione atriale e a far usare un po’ più a lungo i farmaci per prevenire l’ictus. Tuttavia, al momento, questo non sembra tradursi in una riduzione significativa degli eventi gravi come l’ictus.

In conclusione

Il monitoraggio con patch ECG a casa porta a un aumento limitato nella diagnosi di fibrillazione atriale e nell’uso di anticoagulanti in persone anziane a rischio. Al momento, questo metodo ha un impatto modesto sugli eventi clinici più importanti, come l’ictus.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Alberto Aimo

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