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Articolo per pazienti Pubblicato: 02/09/2025 Lettura: ~2 min

PCI e antiaggregazione: quando sospendere l’aspirina? Indicazioni contrastanti da NEO-MINDSET, TARGET-FIRST e TAILORED-CHIP

Fonte
Fonte: ESC Congress 2025.

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Alberto Aimo Aggiornato il 31/01/2026

Informazioni rapide
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Categoria: 907 Sezione: 7

Introduzione

La gestione dell’aspirina dopo un intervento di PCI (angioplastica coronarica) è importante per bilanciare i rischi di sanguinamento e di eventi cardiaci. Studi recenti hanno valutato diverse strategie per capire quando è sicuro sospendere l’aspirina, ma i risultati mostrano indicazioni diverse a seconda delle caratteristiche dei pazienti.

Che cosa è stato studiato?

Tre studi recenti hanno analizzato il momento migliore per interrompere l’aspirina dopo una PCI, cioè un intervento per aprire le arterie coronarie ostruite:

  • NEO-MINDSET: ha coinvolto 3.400 pazienti entro 4 giorni dall’intervento.
  • TARGET-FIRST: ha studiato circa 2.000 pazienti a basso rischio con infarto e rivascolarizzazione completa.
  • TAILORED-CHIP: ha valutato 2.000 pazienti con interventi complessi e rischio elevato.

Risultati principali

NEO-MINDSET

In questo studio, l’aspirina è stata sospesa subito dopo la PCI, passando a una sola terapia con un farmaco che blocca le piastrine (inibitore P2Y12). I risultati sono stati:

  • Non è stata dimostrata una sicurezza equivalente rispetto alla doppia terapia con aspirina e inibitore P2Y12 per 12 mesi.
  • Ci sono stati meno sanguinamenti con la monoterapia (33 contro 82).
  • È aumentato però il rischio di trombosi dello stent (12 contro 4), soprattutto nel primo mese.

TARGET-FIRST

Qui l’aspirina è stata sospesa dopo un mese di doppia terapia, in pazienti a basso rischio senza complicazioni. I risultati mostrano:

  • La monoterapia con inibitore P2Y12 è risultata sicura quanto la doppia terapia per eventi cardiaci e cerebrali (2,1% contro 2,2%).
  • Il rischio di sanguinamenti maggiori è stato ridotto (2,6% contro 5,6%).
  • I casi di trombosi dello stent e altri eventi gravi sono stati simili nei due gruppi.

TAILORED-CHIP

In pazienti con interventi complessi e alto rischio, è stata usata una strategia personalizzata:

  • Inizialmente doppia terapia intensificata per 6 mesi.
  • Poi monoterapia con un farmaco diverso per altri 6 mesi.

Questo approccio non ha ridotto gli eventi ischemici rispetto alla terapia standard con aspirina e clopidogrel per 12 mesi, ma ha aumentato i sanguinamenti rilevanti.

Cosa significa tutto questo?

I dati indicano che:

  • Sospendere l’aspirina subito dopo la PCI può aumentare il rischio di problemi ischemici, soprattutto nel primo mese.
  • Interrompere l’aspirina dopo un mese, in pazienti selezionati a basso rischio e con rivascolarizzazione completa, può mantenere la protezione contro eventi cardiaci riducendo il rischio di sanguinamenti.
  • Strategie di intensificazione precoce della terapia in pazienti ad alto rischio non sembrano offrire vantaggi e aumentano il rischio di sanguinamento.

In conclusione

La sospensione dell’aspirina dopo PCI deve essere valutata con attenzione. Nei pazienti a basso rischio, un’interruzione dopo un mese può essere sicura e ridurre il rischio di sanguinamenti. Nei casi complessi o ad alto rischio, invece, è preferibile mantenere la doppia terapia per proteggere dall’ischemia. Ogni decisione deve considerare il bilancio tra benefici e rischi.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Alberto Aimo

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