Che cosa è stato studiato?
Tre studi recenti hanno analizzato il momento migliore per interrompere l’aspirina dopo una PCI, cioè un intervento per aprire le arterie coronarie ostruite:
- NEO-MINDSET: ha coinvolto 3.400 pazienti entro 4 giorni dall’intervento.
- TARGET-FIRST: ha studiato circa 2.000 pazienti a basso rischio con infarto e rivascolarizzazione completa.
- TAILORED-CHIP: ha valutato 2.000 pazienti con interventi complessi e rischio elevato.
Risultati principali
NEO-MINDSET
In questo studio, l’aspirina è stata sospesa subito dopo la PCI, passando a una sola terapia con un farmaco che blocca le piastrine (inibitore P2Y12). I risultati sono stati:
- Non è stata dimostrata una sicurezza equivalente rispetto alla doppia terapia con aspirina e inibitore P2Y12 per 12 mesi.
- Ci sono stati meno sanguinamenti con la monoterapia (33 contro 82).
- È aumentato però il rischio di trombosi dello stent (12 contro 4), soprattutto nel primo mese.
TARGET-FIRST
Qui l’aspirina è stata sospesa dopo un mese di doppia terapia, in pazienti a basso rischio senza complicazioni. I risultati mostrano:
- La monoterapia con inibitore P2Y12 è risultata sicura quanto la doppia terapia per eventi cardiaci e cerebrali (2,1% contro 2,2%).
- Il rischio di sanguinamenti maggiori è stato ridotto (2,6% contro 5,6%).
- I casi di trombosi dello stent e altri eventi gravi sono stati simili nei due gruppi.
TAILORED-CHIP
In pazienti con interventi complessi e alto rischio, è stata usata una strategia personalizzata:
- Inizialmente doppia terapia intensificata per 6 mesi.
- Poi monoterapia con un farmaco diverso per altri 6 mesi.
Questo approccio non ha ridotto gli eventi ischemici rispetto alla terapia standard con aspirina e clopidogrel per 12 mesi, ma ha aumentato i sanguinamenti rilevanti.
Cosa significa tutto questo?
I dati indicano che:
- Sospendere l’aspirina subito dopo la PCI può aumentare il rischio di problemi ischemici, soprattutto nel primo mese.
- Interrompere l’aspirina dopo un mese, in pazienti selezionati a basso rischio e con rivascolarizzazione completa, può mantenere la protezione contro eventi cardiaci riducendo il rischio di sanguinamenti.
- Strategie di intensificazione precoce della terapia in pazienti ad alto rischio non sembrano offrire vantaggi e aumentano il rischio di sanguinamento.
In conclusione
La sospensione dell’aspirina dopo PCI deve essere valutata con attenzione. Nei pazienti a basso rischio, un’interruzione dopo un mese può essere sicura e ridurre il rischio di sanguinamenti. Nei casi complessi o ad alto rischio, invece, è preferibile mantenere la doppia terapia per proteggere dall’ischemia. Ogni decisione deve considerare il bilancio tra benefici e rischi.