Che cosa è stato studiato
In uno studio chiamato PARADIGM-HF, è stato osservato che sacubitril/valsartan può diminuire il rischio di morte improvvisa causata da problemi al cuore in pazienti con scompenso cardiaco e frazione d’eiezione ridotta. La frazione d’eiezione è una misura che indica quanto bene il cuore pompa il sangue.
Per capire meglio come funziona il farmaco, sono stati esaminati pazienti con questo tipo di scompenso che avevano un dispositivo impiantato (defibrillatore o terapia di resincronizzazione) in grado di registrare e trasmettere dati sul ritmo cardiaco.
Cosa è stato osservato
- Si è confrontato il numero di episodi di aritmie pericolose prima e dopo l’inizio del trattamento con sacubitril/valsartan.
- Il numero di episodi di tachicardia ventricolare e fibrillazione ventricolare (aritmie del ventricolo, la parte principale del cuore) è diminuito significativamente dopo il trattamento.
- Gli interventi del dispositivo per correggere queste aritmie sono diminuiti.
- Anche le aritmie meno gravi, come la tachicardia ventricolare non sostenuta e le extrasistoli ventricolari (battiti cardiaci extra), sono diminuite.
- Non si è osservato un cambiamento nelle aritmie atriali, cioè nella parte superiore del cuore.
- Il miglioramento delle aritmie è stato associato a un miglioramento della funzione del ventricolo sinistro, chiamato rimodellamento inverso, cioè un recupero della capacità di pompare il sangue.
Cosa significa il rimodellamento inverso
Il rimodellamento inverso indica che il cuore, dopo il trattamento, migliora la sua struttura e funzione. In questo studio, è stato definito come un aumento di almeno il 5% della frazione d’eiezione rispetto all’inizio.
In conclusione
L’uso di sacubitril/valsartan nei pazienti con scompenso cardiaco a ridotta frazione d’eiezione può ridurre in modo significativo le aritmie ventricolari pericolose e gli interventi necessari per correggerle. Questo beneficio sembra essere collegato al miglioramento della funzione del cuore, che il farmaco favorisce.