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Articolo per pazienti Pubblicato: 03/09/2025 Lettura: ~3 min

DAPT-SHOCK-AMI: cangrelor endovena offre un’efficace inibizione piastrinica immediata nello shock cardiogeno ma non supera ticagrelor orale

Fonte
ESC Congress 2025.

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Alberto Aimo Aggiornato il 31/01/2026

Informazioni rapide
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Categoria: 907 Sezione: 7

Introduzione

Uno studio recente ha confrontato due farmaci usati per prevenire la formazione di coaguli nel cuore in pazienti con infarto grave complicato da shock cardiogeno. Questo confronto ha mostrato che un farmaco somministrato per via endovenosa agisce più rapidamente, ma non ha dimostrato un miglioramento chiaro nei risultati clinici rispetto all'altro farmaco assunto per bocca.

Che cosa è stato studiato

Il trial chiamato DAPT-SHOCK-AMI ha coinvolto 605 pazienti con infarto miocardico acuto complicato da shock cardiogeno, una condizione grave in cui il cuore non riesce a pompare sangue in modo efficace.

I pazienti sono stati divisi in due gruppi:

  • uno ha ricevuto cangrelor, un farmaco somministrato direttamente nel sangue tramite endovena (un bolo iniziale seguito da un'infusione continua);
  • l'altro ha ricevuto ticagrelor, un farmaco assunto per bocca sotto forma di compresse frantumate.

Risultati principali

Per valutare l’efficacia dei farmaci, è stato misurato un parametro chiamato indice di reattività piastrinica, che indica quanto sono attive le piastrine, le cellule del sangue coinvolte nella formazione dei coaguli.

  • Con cangrelor, il 100% dei pazienti ha raggiunto un livello di inibizione piastrinica molto efficace (indice <50%) subito dopo l’intervento.
  • Con ticagrelor, solo il 22,1% ha raggiunto questo livello nello stesso momento.

Questo dimostra che il cangrelor agisce molto più rapidamente per bloccare l’attività delle piastrine.

Risultati clinici a 30 giorni

Nonostante la migliore azione rapida di cangrelor, i risultati clinici a un mese non hanno mostrato una superiorità chiara rispetto a ticagrelor. In particolare, un insieme di eventi gravi come:

  • morte per qualsiasi causa,
  • nuovo infarto,
  • ictus

si sono verificati nel 37,6% dei pazienti con cangrelor e nel 41% con ticagrelor. La differenza non è risultata statisticamente significativa.

I casi di sanguinamento grave sono stati simili nei due gruppi (6,4% con cangrelor e 5,2% con ticagrelor).

Altri aspetti osservati

Il farmaco endovenoso ha mostrato alcuni segnali positivi su altri aspetti, come:

  • meno complicanze durante l’intervento;
  • meno reinfarti precoci;
  • meno formazione di coaguli nel punto in cui è stato inserito lo stent (una piccola rete metallica usata per mantenere aperta l’arteria).

Tuttavia, questi risultati non sono stati confermati in modo definitivo.

Conclusioni e prospettive future

In sintesi, cangrelor endovena garantisce un’efficace e immediata inibizione delle piastrine nei pazienti con infarto grave e shock cardiogeno che necessitano di un intervento urgente sulle arterie del cuore.

Nonostante questo vantaggio farmacologico, non è stato dimostrato un chiaro miglioramento nei risultati clinici a 30 giorni rispetto a ticagrelor assunto per bocca.

Per capire meglio quale trattamento possa essere più utile in queste situazioni, sono necessari studi più ampi e approfonditi, che aiutino anche a identificare quali pazienti potrebbero trarre maggior beneficio da ciascun farmaco.

In conclusione

Il trial DAPT-SHOCK-AMI mostra che il cangrelor somministrato per via endovenosa agisce rapidamente per bloccare l’attività delle piastrine in pazienti con infarto complicato da shock cardiogeno. Tuttavia, questo vantaggio non si è tradotto in un miglioramento chiaro dei risultati clinici rispetto al ticagrelor orale a 30 giorni. Sono necessari ulteriori studi per chiarire il ruolo di questi farmaci in questa situazione complessa.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Alberto Aimo

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