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Articolo per pazienti Pubblicato: 12/12/2019 Lettura: ~3 min

Un importante progresso nella ricerca sulla pressione alta e salute del cuore

Fonte
XXXVI Congresso Nazionale della Società Italiana dell'Ipertensione Arteriosa, Roma, 26-28 Settembre 2019

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Giacomo Pucci Aggiornato il 03/02/2026

Informazioni rapide
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Introduzione

Il congresso nazionale della Società Italiana dell'Ipertensione Arteriosa (SIIA) ha presentato risultati significativi riguardo alla pressione alta e alle malattie cardiovascolari. Questi studi aiutano a comprendere meglio i rischi e a migliorare la prevenzione, coinvolgendo anche farmacie e medici di base in tutta Italia.

Il congresso SIIA e la ricerca sull'ipertensione

Dal 26 al 28 settembre 2019 si è tenuto a Roma il XXXVI Congresso Nazionale della Società Italiana dell'Ipertensione Arteriosa (SIIA). L'evento ha visto la partecipazione di molti esperti e ha presentato nuove scoperte scientifiche importanti per la salute del cuore e la gestione della pressione alta.

Lo studio URRAH: acido urico e rischio cardiovascolare

Lo studio URRAH (acronimo di "URic acid Right for heArt Health") ha analizzato il legame tra i livelli di acido urico nel sangue e il rischio di malattie cardiache. L'acido urico è una sostanza che può aumentare nel corpo a causa di obesità e diete ricche di proteine e zuccheri semplici.

Si sa da tempo che livelli alti di acido urico (iperuricemia) sono associati a problemi come la gotta e danni ai reni, ma il suo ruolo nelle malattie cardiovascolari è più complesso. Questo perché l'iperuricemia spesso si presenta insieme ad altri fattori di rischio come pressione alta, colesterolo alto, diabete e obesità.

Lo studio ha seguito per circa 11 anni oltre 23.000 persone tra i 18 e i 95 anni, raccogliendo informazioni su salute, abitudini e storia medica. I risultati hanno mostrato che il rischio di problemi cardiaci aumenta anche per livelli di acido urico più bassi rispetto a quelli tradizionalmente considerati pericolosi (6,5 mg/dL). In particolare, valori tra 4,3 e 4,7 mg/dL sono già associati a un aumento del rischio.

Inoltre, includere i livelli di acido urico nelle valutazioni del rischio cardiovascolare migliora la capacità di prevedere eventi come infarti o ictus. Questo suggerisce che, per prevenire queste malattie, potrebbe essere necessario mantenere l'acido urico a livelli più bassi rispetto a quanto si pensava finora.

Il progetto "Abbasso la pressione": screening nelle farmacie

Un altro importante progetto presentato è "Abbasso la pressione", realizzato in collaborazione con Federfarma e altre organizzazioni. L'obiettivo è coinvolgere le farmacie italiane per controllare la pressione arteriosa della popolazione.

Nella prima fase, quasi 4.000 farmacie hanno partecipato, misurando la pressione a oltre 47.000 persone. Circa il 10% di queste ha scoperto di avere la pressione alta senza saperlo. Inoltre, molte persone avevano una pressione leggermente elevata, che può portare a ipertensione in poco tempo.

Tra chi già sapeva di essere iperteso, circa un quinto non assumeva farmaci per la pressione. Tra chi era in trattamento, solo il 68% aveva la pressione sotto controllo secondo le linee guida del 2013. Seguendo le nuove linee guida del 2018, che prevedono obiettivi più rigorosi, la percentuale di persone con pressione ben controllata scende al 39%.

Importanza dello screening e del controllo della pressione

I dati dello studio SIIA - Federfarma confermano che molte persone con pressione alta non sono consapevoli della loro condizione. Anche tra chi è in cura, una parte significativa non raggiunge i livelli di pressione raccomandati, soprattutto con le nuove indicazioni più stringenti.

Questo evidenzia la necessità di continuare a promuovere iniziative di screening e di migliorare la gestione dell'ipertensione per proteggere la salute cardiovascolare della popolazione.

In conclusione

La ricerca presentata dalla SIIA mostra che livelli anche moderati di acido urico possono aumentare il rischio di malattie cardiache. Inoltre, molti italiani con pressione alta non lo sanno o non hanno una pressione ben controllata. Per questo, è importante continuare a diffondere la conoscenza e a migliorare la prevenzione e il trattamento dell'ipertensione, coinvolgendo medici, farmacie e cittadini.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Giacomo Pucci

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