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Articolo per pazienti Pubblicato: 10/12/2019 Lettura: ~2 min

Effetti del Nebivololo sulla Pressione del Sangue nei Pazienti in Emodialisi

Fonte
Loutradis et al. Hypertens Res 2019;42(7):1001-1010. doi:10.1038/s41440-018-0194-2.

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Leonardo Sechi Aggiornato il 03/02/2026

Informazioni rapide
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Categoria: 1184 Sezione: 52

Introduzione

La pressione del sangue può variare molto nei pazienti con insufficienza renale che fanno emodialisi, aumentando il rischio di problemi al cuore e ai vasi sanguigni. Uno studio recente ha valutato come due farmaci diversi influenzano queste variazioni pressorie, per capire quale possa aiutare meglio a mantenere la pressione più stabile e sicura.

Che cosa significa l'insufficienza renale per la pressione del sangue

L'insufficienza renale, cioè quando i reni funzionano meno bene, aumenta il rischio di malattie del cuore e dei vasi sanguigni. Questo rischio cresce man mano che i reni peggiorano e dipende molto dai valori della pressione arteriosa, cioè la forza con cui il sangue spinge sulle pareti dei vasi.

Variabilità della pressione durante l'emodialisi

In circa il 10% dei pazienti con pressione alta che fanno emodialisi, la pressione del sangue aumenta molto durante la procedura. Questo aumento è legato a un rischio ancora più alto di problemi cardiovascolari.

Lo studio sui farmaci antiipertensivi

Ci sono pochi studi che hanno esaminato come diversi farmaci per abbassare la pressione influenzano queste variazioni nei pazienti in emodialisi. Uno studio recente in Grecia ha confrontato due farmaci:

  • Nebivololo, un beta-bloccante di terza generazione;
  • Irbesartan, un farmaco che blocca l'azione dell'angiotensina II, una sostanza che aumenta la pressione.

Lo studio ha coinvolto pazienti con pressione alta in emodialisi che avevano mostrato un aumento di almeno 10 mmHg in almeno 4 su 6 sedute di dialisi consecutive.

Come è stato condotto lo studio

I pazienti hanno ricevuto entrambi i farmaci in momenti diversi (studio cross-over randomizzato). La pressione è stata monitorata per 24 ore in tre occasioni diverse durante il trattamento.

Risultati principali

  • Entrambi i farmaci hanno ridotto la pressione misurata dopo l'emodialisi.
  • Il nebivololo ha ridotto in modo più marcato la variabilità della pressione sistolica (la pressione quando il cuore batte) rispetto all'irbesartan.
  • La variabilità della pressione diastolica (la pressione quando il cuore è a riposo) è diminuita solo con il nebivololo.
  • Durante la dialisi, la pressione era generalmente più bassa con il nebivololo rispetto all'irbesartan.

Significato dei risultati

Questi risultati suggeriscono che nel controllo della pressione nei pazienti in emodialisi, il sistema nervoso simpatico (che può aumentare la pressione) gioca un ruolo importante. Il nebivololo, che agisce anche su questo sistema, può aiutare a mantenere la pressione più stabile e ridurre le variazioni pericolose.

In conclusione

Nei pazienti con insufficienza renale in emodialisi e pressione alta, il nebivololo sembra più efficace dell'irbesartan nel ridurre le variazioni della pressione arteriosa, specialmente durante e dopo la dialisi. Questo può contribuire a diminuire il rischio di problemi cardiovascolari in questi pazienti.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Leonardo Sechi

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