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Articolo per pazienti Pubblicato: 10/12/2019 Lettura: ~2 min

Sviluppo della demenza e riduzione della pressione arteriosa

Fonte
Williamson JD et al. SPRINT-MIND investigators for the SPRINT Research Group. JAMA 2019;321(6):553-561. doi: 10.1001/jama.2018.21442.

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Leonardo Sechi Aggiornato il 03/02/2026

Informazioni rapide
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Categoria: 1184 Sezione: 52

Introduzione

L'ipertensione arteriosa può influire sulla salute del cervello nel tempo, aumentando il rischio di problemi di memoria e di demenza. Studi recenti hanno esaminato come il controllo della pressione sanguigna possa aiutare a prevenire questi effetti, ma i risultati non sono ancora del tutto chiari. In questa spiegazione, vedremo cosa si sa finora riguardo al legame tra pressione arteriosa e demenza.

Che cosa significa ipertensione per il cervello

L'ipertensione arteriosa, cioè la pressione alta del sangue, può danneggiare il cervello lentamente nel tempo. Questo danno può portare a un declino delle capacità cognitive, cioè a difficoltà di memoria, attenzione e ragionamento, che in alcuni casi evolvono in demenza.

Il ruolo del controllo della pressione nel tempo

Il danno cerebrale causato dall'ipertensione si sviluppa molto lentamente, per questo è stato difficile dimostrare in passato il legame diretto con la demenza. Tuttavia, ora ci sono prove importanti che mantenere la pressione sotto controllo già nella mezza età può aiutare a prevenire:

  • la comparsa di lesioni nella sostanza bianca del cervello, che sono aree danneggiate visibili con la risonanza magnetica;
  • il peggioramento del declino cognitivo.

Quali sono i valori di pressione da raggiungere

È importante capire quali valori di pressione sanguigna mirare con la terapia per ottenere i migliori risultati nella prevenzione dei danni cerebrali. Lo studio SPRINT ha confrontato due modi di trattare l'ipertensione:

  • un trattamento standard, con l'obiettivo di mantenere la pressione sistolica (la pressione quando il cuore batte) sotto i 140 mmHg;
  • un trattamento più intenso, con l'obiettivo di portare la pressione sistolica sotto i 120 mmHg.

Il trattamento più intenso ha mostrato benefici importanti nel ridurre eventi cardiovascolari gravi, come infarti o ictus.

Effetti del trattamento sulla salute del cervello

Lo studio SPRINT-MIND, durato 5 anni, ha valutato come questi due approcci influenzano i danni cerebrali e la comparsa di demenza. I risultati principali sono stati:

  • Il trattamento intensivo ha rallentato leggermente l'aumento delle lesioni nella sostanza bianca e la perdita di volume cerebrale, anche se le differenze rispetto al trattamento standard erano piccole.
  • Non è stata trovata una differenza significativa nella comparsa di demenza tra i due gruppi.

Questi risultati indicano che, anche se un controllo più stretto della pressione può aiutare a proteggere il cervello, non è ancora chiaro se questo riduca in modo importante il rischio di sviluppare demenza.

In conclusione

L'ipertensione può causare danni cerebrali che portano a un declino cognitivo e alla demenza, ma questi effetti si manifestano molto lentamente nel tempo. Controllare bene la pressione arteriosa, specialmente a partire dalla mezza età, sembra utile per rallentare alcuni cambiamenti nel cervello. Tuttavia, non è ancora certo se un trattamento più aggressivo riduca in modo significativo il rischio di demenza. Sono necessari ulteriori studi per chiarire questo aspetto.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Leonardo Sechi

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