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Articolo per pazienti Pubblicato: 04/09/2025 Lettura: ~1 min

I beta-bloccanti dopo un infarto con funzione cardiaca normale o quasi normale: servono ancora?

Fonte
ESC Congress 2025 - Munkhaugen J et al. N Engl J Med. 2025. doi: 10.1056/NEJMoa2505985.

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Vincenzo Castiglione Aggiornato il 29/01/2026

Informazioni rapide
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Categoria: 907 Sezione: 7

Introduzione

Dopo un infarto, i beta-bloccanti sono farmaci usati da molto tempo per proteggere il cuore. Tuttavia, con le cure moderne, non è chiaro se siano sempre necessari, soprattutto quando la funzione del cuore è buona o solo leggermente ridotta. Qui spieghiamo i risultati recenti di studi importanti che aiutano a capire meglio il loro ruolo oggi.

Che cosa sono i beta-bloccanti e perché si usano dopo un infarto

I beta-bloccanti sono farmaci che aiutano il cuore a lavorare con meno sforzo, riducendo la frequenza cardiaca e la pressione. Sono stati usati per molti anni dopo un infarto miocardico (un danno al cuore causato da un blocco del flusso di sangue) per prevenire nuovi problemi.

Il dubbio con le cure moderne

In passato, l’efficacia dei beta-bloccanti è stata dimostrata prima che si usassero regolarmente tecniche moderne come la riperfusione coronarica (una procedura per riaprire le arterie bloccate) e nuove strategie per prevenire altri problemi cardiaci. Oggi, molti pazienti hanno una funzione del ventricolo sinistro (la parte principale del cuore che pompa il sangue) normale o solo leggermente ridotta dopo l’infarto. Non è chiaro se in questi casi i beta-bloccanti siano ancora utili.

Lo studio BETAMI–DANBLOCK

Uno studio recente, chiamato BETAMI–DANBLOCK, ha coinvolto 5.574 pazienti con infarto e funzione cardiaca normale o quasi normale (frazione di eiezione ≥40%). I pazienti sono stati divisi in due gruppi: uno ha ricevuto beta-bloccanti, l’altro no. Sono stati seguiti per circa 3 anni e mezzo.

Risultati principali:

  • La morte per qualsiasi causa è stata simile nei due gruppi (circa 4%).
  • I beta-bloccanti hanno ridotto significativamente il rischio di un nuovo infarto (5,0% contro 6,7%).
  • Non ci sono state differenze importanti per altri problemi come ictus, insufficienza cardiaca o aritmie pericolose.
  • La sicurezza dei farmaci è stata buona e simile in entrambi i gruppi.

Un altro studio con risultati diversi

Un altro studio chiamato REBOOT-CNIC, condotto in Spagna e Italia su pazienti leggermente più giovani e con trattamenti diversi, non ha mostrato gli stessi benefici dei beta-bloccanti. Questo suggerisce che l’utilità di questi farmaci possa dipendere dal tipo di pazienti e dalle cure ricevute.

Cosa significa tutto questo

I dati indicano che, anche con le cure moderne, i beta-bloccanti possono ancora aiutare a ridurre il rischio di nuovi problemi cardiaci in alcuni pazienti con infarto e funzione cardiaca conservata o solo leggermente ridotta. Tuttavia, il beneficio potrebbe essere più evidente in chi ha una lieve riduzione della funzione del cuore e in base al contesto clinico e alle altre terapie in uso.

In conclusione

I beta-bloccanti rimangono un'opzione importante dopo un infarto, soprattutto per chi ha una funzione cardiaca non completamente normale. La loro efficacia può variare a seconda delle caratteristiche del paziente e delle cure ricevute, e per questo è importante valutare caso per caso con il medico.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Vincenzo Castiglione

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