Che cosa sono i nuovi anticoagulanti orali (NAO)
I nuovi anticoagulanti orali, chiamati anche NAO, sono farmaci usati per prevenire e curare problemi legati alla formazione di coaguli nel sangue, come la trombosi venosa profonda e l’embolia polmonare. Questi farmaci hanno dimostrato di essere efficaci quanto i vecchi anticoagulanti (antagonisti della vitamina K), ma con un rischio minore di sanguinamenti, specialmente in pazienti con alto rischio.
Descrizione del caso clinico
La paziente è una donna di 78 anni con diverse condizioni mediche, tra cui ipertensione, anemia cronica e gastrite erosiva, che è un’infiammazione dello stomaco che può causare sanguinamenti. Dopo un episodio di evacuazione di feci nere, segno di possibile sanguinamento gastrointestinale, è stata ricoverata e trattata con farmaci per proteggere lo stomaco.
Successivamente, ha sviluppato difficoltà a respirare e bassa pressione sanguigna. Gli esami hanno confermato la presenza di embolia polmonare, cioè coaguli di sangue nei polmoni. Durante il ricovero, è stata trattata inizialmente con un anticoagulante iniettato (enoxaparina) e poi, per ridurre il rischio di sanguinamenti, è stata cambiata la terapia con Edoxaban, un anticoagulante orale a basso dosaggio (30 mg al giorno).
La paziente è stata dimessa in buone condizioni e ha continuato la terapia a casa, con ossigeno a basso flusso per aiutare la respirazione. Al controllo telefonico dopo un mese, riferiva di sentirsi bene e senza nuovi episodi di sanguinamento.
Perché è stato scelto Edoxaban
Studi scientifici hanno mostrato che Edoxaban è efficace nel prevenire nuovi coaguli e ha un profilo di sicurezza migliore rispetto al warfarin, un anticoagulante tradizionale. In particolare, Edoxaban è associato a un minor rischio di sanguinamenti importanti.
Inoltre, tra i diversi NAO, Edoxaban e Apixaban sono quelli con minore tendenza a causare sanguinamenti gastrointestinali. Questo è un dato importante per pazienti come la nostra, che hanno una storia di problemi gastrici.
Per la paziente è stato scelto un dosaggio più basso (30 mg al giorno) proprio per ridurre ulteriormente il rischio di sanguinamenti, mantenendo comunque l’efficacia nel trattamento dell’embolia polmonare.
In conclusione
In questo caso, l’utilizzo di Edoxaban a basso dosaggio ha permesso di trattare efficacemente l’embolia polmonare in una paziente con storia di sanguinamenti gastrici, offrendo un buon equilibrio tra efficacia e sicurezza. Questo esempio mostra come sia possibile personalizzare la terapia anticoagulante per pazienti con particolari rischi, scegliendo farmaci e dosaggi adeguati.