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Articolo per pazienti Pubblicato: 02/02/2020 Lettura: ~2 min

Malattia renale cronica, scompenso cardiaco e inibizione della Neprilisina

Fonte
Nephrol Dial Transplant. 2019 Apr 26. pii: gfz058. doi: 10.1093/ndt/gfz058.

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Luca Di Lullo Aggiornato il 03/02/2026

Informazioni rapide
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Categoria: 1206 Sezione: 60

Introduzione

La malattia renale cronica e lo scompenso cardiaco sono due condizioni che spesso si presentano insieme e influenzano la salute del cuore e dei reni. Recenti studi hanno esaminato nuovi trattamenti che possono aiutare a migliorare la situazione di chi soffre di entrambe queste patologie, offrendo speranza per una gestione migliore.

Il legame tra cuore e reni

Le persone con malattia renale cronica (CKD) hanno un rischio più alto di problemi al cuore, in particolare di scompenso cardiaco, una condizione in cui il cuore fatica a pompare il sangue in modo efficace. Allo stesso modo, chi ha scompenso cardiaco può avere una funzione renale compromessa, cioè i reni non lavorano bene come dovrebbero.

Questo collegamento tra cuore e reni è ben documentato. Un ruolo importante in questo rapporto è giocato dall'ipertensione arteriosa, cioè la pressione alta, che può danneggiare sia il cuore sia i reni.

Trattamenti e benefici

I pazienti con scompenso cardiaco hanno beneficiato di studi clinici che hanno dimostrato come abbassare la pressione arteriosa possa ridurre gli episodi di scompenso. Tuttavia, questi studi spesso non includevano persone con malattia renale cronica, quindi ci sono ancora aspetti poco chiari su come questi trattamenti funzionino in chi ha una CKD più grave.

L’inibizione della Neprilisina: un nuovo approccio

Una terapia recente per migliorare i sintomi dello scompenso cardiaco è l'inibizione della Neprilisina. Questo trattamento agisce su alcune sostanze nel corpo che influenzano la funzione cardiaca e renale.

Il trial UK HARP-II ha studiato se questo tipo di terapia può migliorare la funzione renale nel breve e medio termine e ha anche valutato i suoi effetti su alcuni indicatori di danno al cuore.

I risultati hanno mostrato che, rispetto a un trattamento con un farmaco chiamato Irbesartan, l’inibizione della Neprilisina non ha migliorato direttamente la funzione dei reni. Tuttavia, ha avuto un effetto positivo sugli indicatori di danno cardiaco, suggerendo un beneficio per il cuore.

In conclusione

Il trattamento con sacubitril/valsartan, che inibisce la Neprilisina, rappresenta una nuova e importante opzione per gestire i pazienti che hanno sia scompenso cardiaco sia malattia renale cronica. Anche se non migliora direttamente la funzione renale nel breve periodo, può aiutare a proteggere il cuore e migliorare la qualità della vita.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Luca Di Lullo

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