La storia del paziente
Il signor G.G., 76 anni, è un agricoltore e allevatore. Ha avuto pressione alta da quando aveva 50 anni e un sovrappeso. Dal 2018 ha anche una moderata riduzione della funzione renale. Ha altri problemi come ingrossamento benigno della prostata, protesi alle anche e precedenti interventi chirurgici.
I problemi cardiaci
Nel 2013, a 69 anni, ha iniziato ad avere difficoltà respiratorie durante gli sforzi. Gli esami hanno mostrato che il suo cuore, in particolare il ventricolo sinistro, funzionava meno bene e si muoveva meno del normale (ipocinesia). La funzione del cuore era ridotta (frazione di eiezione 41%). Non aveva problemi alle arterie coronarie. Gli è stata prescritta una terapia per il cuore, ma non sempre la seguiva regolarmente.
Il peggioramento e la fibrillazione atriale
Nel 2018, a 74 anni, è tornato in ospedale per peggioramento della sua capacità di fare sforzi e difficoltà respiratorie. Gli esami hanno mostrato una grave riduzione della funzione del ventricolo sinistro (fraziome di eiezione 25%) e la presenza di fibrillazione atriale, un disturbo del ritmo cardiaco. La funzione renale era moderatamente ridotta. Gli è stata data una terapia con diuretici, betabloccanti, farmaci per la pressione e un anticoagulante chiamato dabigatran, che aiuta a prevenire la formazione di coaguli nel sangue.
La scoperta del tumore e l'intervento chirurgico
Qualche tempo dopo, il paziente ha avuto episodi di diarrea con sangue. Gli esami hanno rilevato un tumore al colon sinistro. È stato operato per rimuovere la parte interessata del colon. Durante il ricovero, la sua condizione cardiaca è rimasta stabile e la fibrillazione atriale ben controllata con la terapia.
La terapia durante la chemioterapia
Dopo l'intervento, gli è stata prescritta una chemioterapia per prevenire la ricomparsa del tumore. Per gestire la fibrillazione atriale durante questo trattamento, i medici hanno scelto un anticoagulante chiamato edoxaban, assunto una volta al giorno. Questa scelta è stata fatta perché:
- Il paziente ha difficoltà a seguire molte medicine diverse.
- Edoxaban può essere preso indipendentemente dai pasti, facilitando l'assunzione.
- Ha meno interazioni con i farmaci chemioterapici rispetto ad altri anticoagulanti.
- Studi scientifici hanno dimostrato che edoxaban è efficace e sicuro anche in pazienti con tumore e fibrillazione atriale.
Controlli e stato attuale
Il paziente ha mostrato una buona stabilità cardiaca e sta recuperando bene dopo l'intervento chirurgico e durante la chemioterapia. La terapia è stata adeguata per mantenere sotto controllo sia il cuore che la prevenzione di coaguli, con attenzione alle sue condizioni generali e alla qualità della vita.
In conclusione
Il caso del signor G.G. mostra come sia possibile gestire con attenzione e personalizzazione una persona con problemi cardiaci, renali e oncologici. La scelta di un anticoagulante semplice da assumere e con poche interazioni è importante per migliorare la sicurezza e la comodità del trattamento, soprattutto in presenza di più malattie e terapie complesse.