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Articolo per pazienti Pubblicato: 01/04/2020 Lettura: ~2 min

Acido urico e infarto miocardico: risultati dallo studio URRAH

Fonte
Casiglia E et al - J Hypertens. 2020 Mar;38(3):412-419.

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Andrea Ungar Aggiornato il 03/02/2026

Informazioni rapide
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Categoria: 1105 Sezione: 32

Introduzione

Lo studio URRAH ha analizzato il legame tra l'acido urico nel sangue e il rischio di infarto miocardico fatale. Questo lavoro aiuta a capire meglio come certi livelli di acido urico possano influenzare la salute del cuore, soprattutto nelle donne.

Che cos'è lo studio URRAH

Lo studio URRAH, condotto in Italia, ha coinvolto oltre 23.000 persone di età compresa tra 18 e 95 anni. È stato progettato per trovare valori specifici di acido urico nel sangue che possano prevedere il rischio di un infarto miocardico fatale, cioè un attacco di cuore che può portare alla morte.

Valori di riferimento dell'acido urico

I ricercatori hanno identificato dei valori soglia (cut-off) di acido urico nel sangue che indicano un rischio maggiore di infarto:

  • Più di 5,70 mg/dl nella popolazione generale
  • Più di 5,26 mg/dl nelle donne
  • Più di 5,49 mg/dl negli uomini

Risultati principali

Dopo aver considerato altri fattori che possono influenzare il rischio di infarto (come età, pressione alta, diabete, problemi renali, fumo, consumo di alcol, peso, colesterolo e uso di alcuni farmaci), lo studio ha trovato che:

  • L'acido urico è un fattore di rischio indipendente per l'infarto fatale nella popolazione generale.
  • Questo legame è particolarmente evidente nelle donne.
  • Nei uomini, invece, l'associazione non è risultata significativa dopo le correzioni.

Cosa significa questo

Questi risultati suggeriscono che misurare l'acido urico nel sangue può essere utile per identificare chi ha un rischio più alto di infarto fatale, soprattutto tra le donne. Conoscere questi valori aiuta i medici a valutare meglio la salute cardiovascolare.

In conclusione

Lo studio URRAH conferma che l'acido urico nel sangue è un indicatore importante per il rischio di infarto miocardico fatale, soprattutto nelle donne. Valori superiori a circa 5,3-5,7 mg/dl possono segnalare un rischio più elevato, indipendentemente da altri fattori di salute.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Andrea Ungar

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