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Articolo per pazienti Pubblicato: 22/04/2020 Lettura: ~2 min

COVID-19 e farmaci antipertensivi che agiscono sul sistema renina-angiotensina

Fonte
European Centre for Disease Prevention and Control, Ministero della Salute, Istituto Superiore di Sanità, Società Italiana dell'Ipertensione Arteriosa

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Rita del Pinto Aggiornato il 03/02/2026

Informazioni rapide
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Categoria: 1228 Sezione: 2

Introduzione

Durante la pandemia di COVID-19, sono nate molte domande riguardo all'uso di alcuni farmaci antipertensivi chiamati ACE-inibitori e sartani. Questi farmaci sono molto usati per trattare l'ipertensione e altre malattie cardiache. È importante capire se questi farmaci possono influenzare il rischio o la gravità dell'infezione da COVID-19, senza però interrompere terapie importanti senza motivo.

Che cosa sono ACE-inibitori e sartani?

Gli ACE-inibitori e i sartani sono farmaci usati per trattare la pressione alta e altre malattie del cuore. Agiscono su un sistema del corpo chiamato sistema renina-angiotensina-aldosterone, che regola la pressione sanguigna e il funzionamento di cuore e reni.

Perché si è parlato di un possibile rischio con questi farmaci durante il COVID-19?

Il virus che causa il COVID-19, chiamato SARS-CoV-2, usa una porta speciale per entrare nelle cellule del nostro corpo. Questa porta è un enzima chiamato ACE2. Alcuni studi sperimentali hanno suggerito che gli ACE-inibitori e i sartani potrebbero aumentare la quantità di ACE2 nel corpo, e quindi teoricamente facilitare l'ingresso del virus.

Questa idea ha creato preoccupazione, soprattutto perché molte persone decedute per COVID-19 erano anziane e avevano ipertensione o altre malattie croniche, spesso trattate con questi farmaci.

Cosa dicono le evidenze scientifiche attuali?

  • Le prove sperimentali che ACE-inibitori e sartani aumentano ACE2 sono limitate e non confermate in modo chiaro negli esseri umani.
  • ACE2 non è solo una porta per il virus, ma ha anche un ruolo protettivo nei polmoni, aiutando a ridurre l'infiammazione che può causare danni gravi durante l'infezione.
  • Alcuni studi suggeriscono che bloccare il recettore dell'angiotensina II (su cui agiscono sartani e ACE-inibitori) potrebbe in realtà aiutare a proteggere i polmoni dalle lesioni causate dal virus.
  • Non ci sono evidenze epidemiologiche affidabili che dimostrino che questi farmaci aumentino il rischio di infezione o la gravità del COVID-19.
  • Al contrario, i dati preliminari indicano che continuare la terapia con questi farmaci è sicuro e potrebbe essere addirittura protettivo.

Qual è il consiglio degli esperti?

Le principali società scientifiche, come la Società Italiana dell'Ipertensione Arteriosa, raccomandano di non sospendere i farmaci ACE-inibitori o sartani a causa del COVID-19. Interrompere questi trattamenti senza indicazioni mediche può essere pericoloso, perché sono farmaci che salvano la vita in molte condizioni.

È importante attendere studi più ampi e dati epidemiologici solidi prima di cambiare il modo in cui si usano questi farmaci.

In conclusione

Non ci sono prove che ACE-inibitori e sartani aumentino il rischio o la gravità del COVID-19. Anzi, potrebbero avere un effetto protettivo sui polmoni. Per ora, è fondamentale continuare la terapia prescritta e non interromperla senza consultare il medico. La ricerca continua, ma le decisioni cliniche devono basarsi su dati certi e non su ipotesi non confermate.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Rita del Pinto

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