La situazione attuale in Italia
In Italia, chi subisce un ictus cerebrale deve avere la fortuna di trovarsi nel posto giusto per ricevere cure adeguate. Questo perché l'assistenza sanitaria non è uniforme in tutto il Paese. Alcune aree, soprattutto al Nord, hanno più strutture specializzate, mentre altre zone, come molte del Sud, ne sono sprovviste.
Le Unità Neurovascolari, chiamate anche Stroke Unit, sono centri specializzati per la diagnosi rapida e il trattamento immediato dell’ictus. Sono fondamentali per migliorare le possibilità di recupero. Secondo le norme, in Italia dovrebbero esserci circa 300 di queste unità, ma attualmente ne esistono solo 190, e l’80% si trova al Nord.
Questa differenza si riflette anche nei dati di mortalità: per esempio, in Sicilia i decessi per malattie cerebrovascolari sono più del doppio rispetto al Trentino Alto Adige.
Il Manifesto Sociale e la call to action
L’Osservatorio Ictus Italia ha creato un Manifesto Sociale per richiamare l’attenzione delle istituzioni su ciò che ancora manca in termini di prevenzione, cura e riabilitazione dell’ictus. Per migliorare la situazione, è stata lanciata una call to action con 10 punti fondamentali:
- Inserire l’ictus cerebrale nei piani sanitari regionali;
- Creare percorsi diagnostici e terapeutici multidisciplinari, cioè che coinvolgano diversi specialisti;
- Incentivare l’uso di terapie e dispositivi medici moderni;
- Costruire nuove Unità Neurovascolari dove mancano;
- Garantire un numero adeguato di posti letto;
- Aumentare il personale specializzato;
- Organizzare controlli annuali per valutare quanti pazienti possono ricevere la trombolisi, una terapia importante per l’ictus;
- Preparare piani efficaci di riabilitazione;
- Inserire nei piani sanitari anche la prevenzione dell’ictus legato alla fibrillazione atriale, un problema del cuore;
- Assicurare la disponibilità su tutto il territorio della trombectomia meccanica, un intervento che rimuove i coaguli nel cervello.
L’impatto dell’ictus in Italia
L’ictus è la terza causa di morte in Italia, la prima causa di invalidità e la seconda causa di demenza che porta alla perdita dell’autosufficienza. Ogni anno si verificano circa 120.000 nuovi casi. Di questi, un terzo porta alla morte entro un anno e un altro terzo lascia disabilità di varia gravità.
Per dare un’idea, ogni anno un numero di persone pari alla popolazione di città come Ferrara o Salerno viene colpito da ictus. L’incidenza aumenta con l’età: oltre il 20% della popolazione italiana ha più di 65 anni, e tra gli over 85 l’ictus colpisce tra il 20% e il 35% delle persone.
Un dato importante riguarda anche i giovani: circa 10.000 casi ogni anno riguardano persone sotto i 54 anni, cioè in piena età lavorativa. Per loro, l’ictus può avere un impatto molto pesante sulla capacità di vivere in modo indipendente e sulla necessità di assistenza.
In conclusione
L’ictus cerebrale è una malattia seria che colpisce molte persone in Italia, con conseguenze importanti sulla vita e sulla salute. Oggi l’assistenza non è uguale in tutte le regioni, e questo può influire negativamente sui risultati delle cure. Per questo è fondamentale migliorare la prevenzione, la diagnosi, il trattamento e la riabilitazione in modo uniforme su tutto il territorio nazionale, seguendo le proposte indicate dall’Osservatorio Ictus Italia.