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Articolo per pazienti Pubblicato: 15/04/2020 Lettura: ~2 min

Pressione arteriosa e rischio in insufficienza cardiaca con frazione di eiezione conservata

Fonte
Senthil Selvaraj - JACC 75, 14, April 2020, 1644-1656.

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Dott. Giuseppe Marazzi Aggiornato il 03/02/2026

Informazioni rapide
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Categoria: 919 Sezione: 7

Introduzione

Questo testo spiega come la pressione arteriosa influenzi il rischio di eventi cardiovascolari in persone con insufficienza cardiaca e una funzione del cuore conservata. Viene anche descritto l'effetto di un trattamento specifico, il sacubitril/valsartan, sulla pressione e sui risultati di salute.

Che cosa hanno studiato i ricercatori

Un gruppo di ricercatori dell'Università della Pennsylvania ha voluto capire qual è il valore ottimale della pressione arteriosa sistolica (la pressione quando il cuore si contrae) da raggiungere nelle persone con insufficienza cardiaca con frazione di eiezione conservata (HFpEF). Questa condizione significa che il cuore pompa bene il sangue, ma ci sono comunque problemi di insufficienza cardiaca.

Le linee guida suggeriscono di mantenere la pressione sistolica sotto i 130 mmHg, ma i dati a supporto erano limitati. I ricercatori hanno quindi analizzato i dati di quasi 5.000 persone coinvolte nello studio Paragon HF per vedere come i valori di pressione arteriosa influenzano il rischio di eventi come morte per problemi cardiaci o ricovero per insufficienza cardiaca.

Come hanno organizzato l'analisi

Hanno diviso i partecipanti in gruppi in base alla pressione sistolica misurata all'inizio e nel tempo, con quattro categorie:

  • meno di 120 mmHg
  • da 120 a 129 mmHg
  • da 130 a 139 mmHg
  • 140 mmHg o più

Hanno poi confrontato questi valori con i risultati principali, come la morte per cause cardiache, i ricoveri per insufficienza cardiaca, infarto o ictus, e problemi renali.

Risultati principali

  • La pressione sistolica media tra 120 e 129 mmHg era associata al rischio più basso per tutti gli eventi studiati.
  • Il trattamento con sacubitril/valsartan ha ridotto la pressione sistolica di circa 5 mmHg rispetto a un altro farmaco simile, il valsartan.
  • Questa riduzione è stata più marcata nelle donne (circa 6,3 mmHg) rispetto agli uomini (circa 4,0 mmHg).
  • La riduzione della pressione si è associata a una diminuzione di un marker nel sangue chiamato NT-proBNP, che indica lo stress del cuore, ma non ha influenzato il punteggio di qualità di vita legato alla cardiomiopatia (KCCQ-OSS).
  • L'effetto del farmaco sul rischio di eventi non dipendeva dalla pressione iniziale e risultava simile anche considerando la pressione nel tempo, sia negli uomini che nelle donne.

In conclusione

Mantenere la pressione arteriosa sistolica tra 120 e 129 mmHg sembra essere il valore più sicuro per ridurre il rischio di complicazioni in persone con insufficienza cardiaca e funzione del cuore conservata. Il farmaco sacubitril/valsartan aiuta a ridurre la pressione, specialmente nelle donne, e questo contribuisce ai suoi effetti benefici.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Dott. Giuseppe Marazzi

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