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Articolo per pazienti Pubblicato: 07/05/2020 Lettura: ~2 min

COVID-19 e terapia antiipertensiva: informazioni pratiche

Fonte
I dati e le raccomandazioni sono basati su studi e comunicazioni ufficiali dell'Istituto Superiore di Sanità, ricerche pubblicate in riviste scientifiche e indicazioni della Società Italiana dell'Ipertensione Arteriosa (SIIA).

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Claudio Ferri Aggiornato il 03/02/2026

Informazioni rapide
Contenuti derivati da testi redatti da Medici specialisti in ambito cardiovascolare, adattati usando un linguaggio semplice per aiutarti a capire meglio la tua salute
Categoria: 989 Sezione: 22

Introduzione

La pandemia di COVID-19 ha sollevato molte domande riguardo all'uso di farmaci per la pressione alta, in particolare ACE-inibitori e sartani. È importante capire cosa sappiamo finora per mantenere la sicurezza e la salute di chi assume questi trattamenti.

Che cosa è successo finora

In Italia, al 20 aprile 2020, sono stati segnalati oltre 22.000 decessi per COVID-19 su più di 170.000 persone infettate. Molti pazienti deceduti avevano altre malattie, soprattutto legate al cuore e ai vasi sanguigni. In media, queste persone avevano più di tre problemi di salute contemporaneamente.

Tra le malattie più comuni c'erano l'ipertensione arteriosa (pressione alta), problemi cardiaci e renali. Molti di questi pazienti assumevano farmaci chiamati ACE-inibitori o sartani, usati per trattare la pressione alta.

Perché si è parlato di questi farmaci e COVID-19

Il virus che causa COVID-19, chiamato SARS-CoV-2, entra nelle cellule del nostro corpo usando una proteina chiamata ACE2. Alcuni studi suggeriscono che ACE-inibitori e sartani possono aumentare la quantità di ACE2 nel corpo.

Questo ha fatto pensare che questi farmaci potrebbero facilitare l'ingresso del virus, peggiorando la malattia. Tuttavia, i dati scientifici non sono chiari e ci sono anche prove che ACE2 possa proteggere i polmoni dall'infiammazione causata dal virus.

Cosa dicono gli studi recenti

  • Studi in Cina e negli Stati Uniti non hanno trovato prove che ACE-inibitori o sartani peggiorino l'andamento di COVID-19.
  • Alcune ricerche indicano addirittura un possibile effetto protettivo di questi farmaci.
  • Un grande studio su oltre 6.000 pazienti in Lombardia ha confermato che questi farmaci non aumentano il rischio di infezione o di forme più gravi di COVID-19.

Cosa fare con la terapia antiipertensiva

Le società scientifiche italiane raccomandano di non sospendere i farmaci ACE-inibitori o sartani a causa di COVID-19, a meno che non ci siano motivi specifici legati alla salute del paziente.

In alcuni casi, per problemi diversi dal COVID-19, potrebbe essere necessario cambiare terapia. In questi casi, si preferiscono farmaci chiamati calcio-antagonisti diidropiridinici, che non influenzano i polmoni o l'equilibrio dei sali nel corpo.

Un possibile approccio pratico

  1. Se il paziente ha COVID-19 o è a rischio e sta già assumendo ACE-inibitori o sartani: continuare la terapia.
  2. Se il paziente deve sospendere questi farmaci per altri motivi o desidera farlo: sostituire con un calcio-antagonista diidropiridinico.

In conclusione

Al momento, non ci sono prove che i farmaci ACE-inibitori o sartani peggiorino COVID-19. È importante continuare la terapia antiipertensiva prescritta, salvo indicazioni mediche specifiche. In caso di necessità, si può valutare la sostituzione con altri farmaci sicuri per i polmoni e l'equilibrio del corpo.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Claudio Ferri

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