Che cosa è stato studiato
Lo studio ha valutato se l'uso di diversi tipi di farmaci per l'ipertensione, cioè la pressione alta, potesse aumentare il rischio di:
- risultare positivi al test per il COVID-19;
- sviluppare una forma grave della malattia, che richiede terapia intensiva, ventilazione meccanica o che può portare al decesso.
I farmaci considerati erano cinque classi comuni:
- ACE-inibitori (farmaci che agiscono su un enzima chiamato ACE2, importante anche per il virus COVID-19);
- bloccanti dei recettori dell'angiotensina;
- beta-bloccanti;
- bloccanti dei canali del calcio;
- diuretici tiazidici (farmaci che aiutano a eliminare l'acqua in eccesso).
Come è stato condotto lo studio
Lo studio ha analizzato i dati di 12.594 persone sottoposte a test per il COVID-19. Tra queste, 5.894 (circa il 47%) sono risultate positive. Di queste persone positive, 1.002 (17%) hanno avuto una forma grave della malattia.
Tra tutti i pazienti, il 35% aveva una storia di ipertensione. Tra questi, il 59% è risultato positivo al COVID-19 e circa il 25% ha avuto una forma grave.
Gli autori hanno confrontato i risultati tra chi assumeva i diversi farmaci e chi non li assumeva, tenendo conto di altri fattori che potrebbero influenzare i risultati.
I risultati principali
- Non è stata trovata alcuna relazione tra l'assunzione di una specifica classe di farmaci antiipertensivi e una maggiore probabilità di risultare positivi al COVID-19.
- Nessuno dei farmaci esaminati ha aumentato in modo significativo il rischio di sviluppare una forma grave di COVID-19 tra chi era risultato positivo.
In conclusione
Questo studio suggerisce che l'uso delle cinque classi comuni di farmaci per la pressione alta non aumenta il rischio di contrarre il COVID-19 né di avere una malattia grave. Questi risultati sono importanti per rassicurare i pazienti e i medici sulla sicurezza di questi trattamenti durante la pandemia.