CardioLink Salute • Contenuti informativi per pazienti
Articolo per pazienti Pubblicato: 27/05/2020 Lettura: ~3 min

COVID-19 e ipertensione arteriosa: cosa sapere sull'uso dei sartani

Fonte
Claudio Ferri, Professore Ordinario in Medicina Interna, Università dell'Aquila, Già Presidente SIIA - Società Italiana dell’Ipertensione Arteriosa

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Claudio Ferri Aggiornato il 03/02/2026

Informazioni rapide
Contenuti derivati da testi redatti da Medici specialisti in ambito cardiovascolare, adattati usando un linguaggio semplice per aiutarti a capire meglio la tua salute
Categoria: 1237 Sezione: 71

Introduzione

L'ipertensione arteriosa è una condizione comune che può influenzare l'andamento di malattie come il COVID-19. In questo testo spieghiamo in modo chiaro e semplice cosa significa essere ipertesi durante l'infezione da SARS-CoV-2 e come i farmaci chiamati sartani e ACE-inibitori si inseriscono in questo contesto, rassicurando sulle loro implicazioni.

Che cosa significa avere ipertensione durante il COVID-19

L'ipertensione arteriosa è molto diffusa, soprattutto tra le persone sopra i 60 anni. Durante la pandemia di COVID-19, si è notato che molte persone con forme più gravi di malattia erano ipertese. Tuttavia, è importante capire che l'ipertensione non aumenta il rischio di prendere il virus SARS-CoV-2. Piuttosto, chi ha ipertensione, così come chi ha altre condizioni come diabete, obesità o problemi cardiaci, può avere un decorso più difficile se si ammala di COVID-19.

Il ruolo dei sartani e degli ACE-inibitori

I sartani e gli ACE-inibitori sono farmaci molto usati per trattare l'ipertensione. All'inizio della pandemia, si è ipotizzato che questi farmaci potessero facilitare l'ingresso del virus nelle cellule o peggiorare la malattia. Questa idea si basava su un meccanismo biologico legato a una proteina chiamata ACE2, che il virus usa per entrare nelle cellule.

ACE2 è un enzima che aiuta a bilanciare alcune sostanze nel corpo, riducendo l'infiammazione e migliorando la salute dei polmoni e del cuore. Il virus SARS-CoV-2 si lega proprio a questa proteina per infettare le cellule.

Perché si pensava che i sartani potessero essere un problema

  • I sartani e gli ACE-inibitori possono aumentare leggermente la quantità di ACE2 nel corpo.
  • Poiché ACE2 è il punto di ingresso del virus, si temeva che più ACE2 potesse significare più facilità per il virus di infettare le cellule.

Cosa dicono gli studi e le evidenze scientifiche

Queste preoccupazioni, però, si sono basate solo su studi di laboratorio e non su dati reali da pazienti. Anzi, ACE2 ha anche un ruolo protettivo contro l'infiammazione polmonare, e i sartani potrebbero aiutare a contrastare gli effetti dannosi dell'infezione.

Studi condotti su migliaia di pazienti hanno mostrato che:

  • Non ci sono prove che i sartani o gli ACE-inibitori aumentino il rischio di ammalarsi di COVID-19.
  • Non peggiorano la gravità della malattia.
  • Alcuni dati suggeriscono addirittura che possano avere un effetto protettivo, riducendo il rischio di morte nei pazienti ipertesi con COVID-19.

Le raccomandazioni attuali

Le principali società scientifiche, tra cui la Società Italiana dell’Ipertensione Arteriosa, raccomandano di non sospendere questi farmaci durante la pandemia o in caso di infezione da COVID-19, a meno che non sia il medico a decidere diversamente.

Interrompere la terapia senza motivo può essere pericoloso e non è supportato dalle evidenze scientifiche.

In conclusione

L'ipertensione non aumenta il rischio di contrarre il COVID-19, ma può influenzare la gravità della malattia. I farmaci sartani e ACE-inibitori, usati per trattare l'ipertensione, non favoriscono l'infezione né peggiorano la prognosi. Al contrario, potrebbero avere un ruolo protettivo. È importante continuare la terapia secondo le indicazioni del medico e non modificare i trattamenti senza consulto professionale.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Claudio Ferri

Conversazione interattiva sul contenuto

discussione medico-scientifica con genIA