Che cosa è stato studiato
I ricercatori hanno analizzato i dati di uno studio chiamato SPRINT, che ha coinvolto più di 9.000 adulti di almeno 50 anni con pressione arteriosa alta e un rischio elevato di malattie cardiache, ma senza diabete.
Questi partecipanti sono stati divisi in due gruppi:
- un gruppo con un controllo intensivo della pressione arteriosa, con obiettivo inferiore a 120 mm Hg;
- un gruppo con un controllo standard, con obiettivo inferiore a 140 mm Hg.
Come è stata valutata la sopravvivenza
Gli studiosi hanno stimato per ogni età la durata di vita residua, cioè quanti anni in media una persona può ancora vivere, fino a un massimo di 95 anni. Hanno confrontato la sopravvivenza tra i due gruppi per capire se il controllo più stretto della pressione arteriosa potesse allungare la vita.
I risultati principali
- All'età di 50 anni, chi aveva un controllo intensivo della pressione arteriosa poteva aspettarsi di vivere in media circa 2,9 anni in più rispetto a chi seguiva il controllo standard.
- All'età di 65 anni, il vantaggio era di circa 1,1 anni in più di vita.
- Il beneficio assoluto tendeva a diminuire con l'aumentare dell'età, ma il vantaggio relativo restava simile, con un miglioramento della sopravvivenza tra il 4% e il 9%.
Cosa significa questo
Questi risultati indicano che un controllo più rigoroso della pressione arteriosa può migliorare la durata della vita negli adulti con alto rischio di malattie cardiache, anche se non hanno il diabete. Il beneficio è maggiore nelle persone più giovani, ma resta presente anche negli anziani.
In conclusione
Controllare la pressione arteriosa in modo più intenso può aumentare la sopravvivenza negli adulti di mezza età e negli anziani ad alto rischio cardiovascolare senza diabete. Questo studio sottolinea l'importanza di una gestione attenta della pressione per migliorare la qualità e la durata della vita.